La stangata per Corda. Chiacchio: «Chiederemo l’annullamento»
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La stangata per Corda. Chiacchio: «Chiederemo l’annullamento»

La temuta sentenza della Commissione Disciplinare, dopo l’apertura di un fascicolo della Procura federale, è arrivata: a Ninni Corda, ufficialmente collaboratore tecnico del Como 1907, sono stati inflitti diciotto mesi di squalifica e 15mila euro di multa. Secondo la Disciplinare, Corda si è presentato quale «tecnico con fittizie mansioni di “collaboratore prima squadra” – spiega il dispositivo – svolgendo, di fatto, attività dirigenziali con ampi poteri di gestione sportiva ed amministrativa, aggirando in questo modo la normativa».

Mansioni a lui vietate in quanto già squalificato per tre anni e sei mesi (scadenza a maggio 2018). Infatti, dice ancora la Disciplinare: «Le norme impediscono ai dirigenti e ai tesserati colpiti da provvedimenti disciplinari a termine di svolgere alcuna attività nell’ambito federale fin quando non sia interamente scontata la sanzione».

«La condotta del deferito risulta particolarmente grave in quanto posta in essere durante il periodo di squalifica – conclude il documento della Disciplinare della Figc – e con l’intento di eludere ed aggirare la normativa federale e dunque in mala fede».

«Siamo tranquilli, perché faremo appello per annullare questa sentenza», dice dal canto suo il legale Eduardo Chiacchio, che segue la vicenda per conto del club lariano. Ninni Corda – è scritto anche nella sentenza – non si è presentato di fronte alla commissione per un malanno influenzale e di fatto era stato chiesto un rinvio. Come spiega la Disciplinare, «il deferito risulta assistito da ben quattro difensori di fiducia, muniti di apposito mandato, i quali, non avendo rappresentato alcuna ragione che impedisse la loro partecipazione all’udienza, ben avrebbero potuto – e anzi dovuto nell’interesse del proprio assistito – presenziare all’udienza stessa, se del caso anche tramite appositi sostituti». L’ipotesi di rinvio non è stata dunque presa in considerazione. Fatto che l’avvocato Eduardo Chiacchio contesta: «Trovo sia logico concedere l’opportunità di un confronto e di dare la possibilità a una persona di poter esprimere le sue ragioni. Per questo motivo faremo appello per chiedere l’annullamento della sentenza».

22 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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