La statistica: cultura e creatività, un’industria per il Lario. Como settima in Italia

Cultura e creatività, declinate anche attraverso il design, hanno un peso rilevante sull’economia lariana. E generano la metà del fatturato turistico prodotto in provincia di Como. Lo certifica il settimo rapporto “Io sono cultura”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere in collaborazione con la Regione Marche. Il territorio comasco è infatti al settimo posto per numero di imprese che rientrano nel sistema produttivo culturale e artistico, con un’incidenza pari al 5,8% del totale se si considerano le realtà più strettamente legate all’ambito culturale e creativo (aziende di design comprese, dunque arredamento e tessile), dato che sale all’8,6% se si prendono in considerazione anche le attività fortemente connesse alle precedenti.

E per quanto riguarda la quota di spesa turistica attribuibile al sistema culturale e creativo, il Lario è al 10° posto su scala nazionale con un’incidenza del 56,2%. Più della metà di ciò che i turisti italiani e stranieri spendono in riva al Lario è frutto della valorizzazione del patrimonio storico e artistico comasco.

LA RICERCA Il rapporto, redatto ogni anno dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, analizza il “Sistema produttivo culturale e creativo” di tutta Italia prendendo in considerazione le imprese attive in cinque macrodomini. Quattro rientrano nel perimetro definito “Core Cultura”: le industrie creative (architettura, design e comunicazione), quelle culturali (cinema, musica, radio, tv, videogame e software, editoria, media), il patrimonio storico- artistico (musei, biblioteche, archivi, monumenti) e l’insieme di performing arts e arti visive, per esempio gli spettacolo dal vivo. Nel quinto macrodominio, definito “Creative driven”, confluiscono le attività economiche non strettamente riconducibili alla dimensione culturale ma caratterizzate da forti sinergie con questo settore.

Si tratta, per esempio, di aziende capaci di allineare aspetti di business a una proposta culturale o creativa, trasformandoli in vantaggio competitivo. «Al Sistema produttivo culturale e creativo si deve il 6% della ricchezza prodotta in Italia: 89,9 miliardi di euro – scrivono Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, e Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere, nella prefazione dell’edizione 2017 del rapporto “Io sono cultura” – Un dato in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. E non finisce qui, perché la cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori, con il turismo come primo beneficiario di questo effetto volano».

LE GRADUATORIE Como non compare nella classifica delle prime venti province d’Italia per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo sull’economia provinciale. La graduatoria è guidata da Roma, con un’incidenza del 10%, seguita da Milano con il 9,9% e da Torino, con l’8,6%. Al 13° posto figura la provincia di Monza e Brianza (6,2%), non a casa terra di mobili e design. Oltre al valore aggiunto, la ricerca prende in considerazione anche l’occupazione legata alle attività di tipo culturale e creativo. Anche in questo campo, Como è fuori dalla top 20 che vede Milano al primo posto, con un’incidenza del 10,1% sul totale dell’occupazione provinciale, seguita da Roma (8,7%) e Arezzo (8,6%). Monza, unica altra provincia lombarda nei primi venti posti, è nona con il 7,3%.

Diverso è però il discorso se si va ad analizzare il numero di imprese attive in campo culturale e creativo rispetto al sistema produttivo delle singole province d’Italia. Da questo punto di vista Como brilla nell’ambito più strettamente culturale (“Core Cultura”) che, ricordiamo, comprende anche il design, con un’incidenza del 5,8%, dato che colloca Como, assieme a Lecco, al settimo posto nella classifica nazionale, guidata da Milano (8,7%), seguita da Roma (7,3%) e Firenze (6,5%). La provincia di Monza è sesta con il 5,9%.

Comprendendo nell’analisi anche le imprese cosiddette “Creative driven”, Como resta al settimo posto con l’8,6%. Come dire che nove imprese comasche su cento, quasi una su dieci, puntano sulla cultura e sulla creatività. Infine, se si va a esaminare l’incidenza della spesa turistica generata dall’industria culturale, Como è al decimo posto, con il 56,2% sul totale del fatturato turistico provinciale, nella classifica nazionale guidata da Pordenone, con l’81,5%, Arezzo (80,8%) e Vicenza (78%).

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