La storia del Giro di Lombardia, da Giovanni Gerbi a Bauke Mollema. Il record di vittorie a Fausto Coppi e all’Italia

Giro di Lombardia 1966 Gimondi Merckx Poulidor

Quella del Giro di Lombardia è una lunga storia, iniziata nel 1905. La prima edizione fu organizzata su idea del giornalista Tullo Morgagni e si chiuse con il successo di Giovanni Gerbi davanti a Giovanni Rossignoli e Luigi Ganna, che giunsero al traguardo con un ritardo di 40 minuti rispetto al tempo del vincitore.
Da quell’anno fino al 1960 la corsa è stata disputata sul percorso Milano-Milano, poi, dal 1961 al 1984, ha avuto come traguardo Como, prima all’interno dello stadio Sinigaglia, dove c’era un velodromo ora smantellato, e poi sul lungolago. In quella fase, oltre che da Milano, il via è stato dato da Seveso (nel 1977, una scelta solidale dopo il disastro dell’Icmesa) e da Brescia. Poi, per un po’, l’arrivo lariano è stato abbandonato.
Quello sulle rive del Lago è stato un traguardo ritrovato dal Lombardia nel 2004 e che ha sempre portato sul gradino più alto del podio veri campioni. Basta scorrere l’elenco dei trionfatori in anni recenti che comprende Damiano Cunego, Paolo Bettini Philippe Gilbert, Vincenzo Nibali e Thibaut Pinot. Lo scorso anno all’arrivo un tris d’assi con, nell’ordine, l’olandese Bauke Mollema, il campione del mondo 2018 Alejandro Valverde ed Egan Bernal, trionfatore al Tour 2019.
Di fatto l’arrivo in città ha sempre escluso risultati a sorpresa; i favoriti, i grandi nomi del momento, hanno sempre saputo rispettato i pronostici. A Como non si è mai registrato l’exploit di un outsider in un finale duro che prevede la scalata di Ghisallo, Muro di Sormano, Civiglio e la Valfresca.
Dal 2009 il Giro di Lombardia fa parte dell’Uci World Tour. La corsa è nel ristretto gruppo delle cinque “classiche monumento” mondiali con Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix e Liegi-Bastogne-Liegi.
Fausto Coppi è il corridore che è salito per più volte sul gradino più alto del podio, con cinque affermazioni (1946, 1947, 1948, 1949 e 1954); in questa speciale classifica è al secondo posto Alfredo Binda (1925, 1926, 1927 e 1931).
Sono invece sei gli atleti che possono contare tre vittorie: Damiano Cunego (2004, 2007 e 2008), il francese Henri Pellissier, l’irlandese Sean Kelly e gli altri italiani Gino Bartali, Gaetano Belloni e Costante Girardengo.
Tra i grandi nomi che hanno fatto loro la “classica”, Felice Gimondi (1966, nella foto, e 1973) a cui è stata dedicata l’edizione 2019 a pochi mesi dalla sua scomparsa, Eddy Merckx (1971 e 1972), Roger De Vlaeminck (1974 e 1976), Francesco Moser (1975 e 1978), Gianbattista Baronchelli (1977 e 1986), Michele Bartoli (2002 e 2003) e, in tempi più recenti, Paolo Bettini (2005 e 2006), Philippe Gilbert (2009 e 2010) e Vincenzo Nibali (2015 e 2017).
L’Italia è il Paese che vanta più successi, in totale 69. Seguono Belgio e Francia (12), Svizzera (5), Irlanda e Paesi Bassi (4), Spagna (2), Gran Bretagna, Lituania, Lussemburgo, Colombia e Russia (1).

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