La storia del rock in cento scatti

alt La mostra a Villa Bernasconi
Da sabato a Cernobbio la personale di Alessio Pizzicannella

Cento scatti che raccontano un pezzo di storia del rock. Just a shot away, la mostra fotografica di Alessio Pizzicannella, aprirà sabato prossimo, 3 agosto, a Villa Bernasconi di Cernobbio, a pochi passi da villa Erba, sulla via Regina, con un cocktail party di inaugurazione alle 18, per poi accompagnare il Festival “Città di Cernobbio” che debutterà il giorno seguente con il live del cantautore Eugenio Finardi.
Con il fotografo romano, da qualche tempo residente a Locarno, abbiamo ripercorso

il lungo viaggio che lo ha portato a diventare uno dei professionisti più apprezzati di oggi nell’ambiente musicale: «Tutto è iniziato dalla mia grande passione per la musica. Giovanissimo, a metà anni ’90, mi sono trasferito a Londra e quando ho capito che non avrei fatto strada ho venduto il basso e ho comprato una reflex. Ogni sera andavo a un concerto e le mie foto iniziavano a piacere; così ho contattato gli uffici di “New Musical Express” e un anno dopo mi sono trovato al Los Angeles per la loro copertina e successivamente a San Francisco per fotografare i Charlatans e gli Stereophonics».
È successo tutto in fretta.
«Il giornale “New Musical Express” mi aveva aperto le porte della case discografiche e degli uffici stampa. Quello che facevo mi piaceva moltissimo e non avevo molto tempo per pensare, così sono rimasto a Londra fino al 2002».
Poi il ritorno a Roma, perché?
«Mi ero convinto che la “city” non potesse essere il luogo dove costruire il mio futuro. Poi avevo voglia di mettere in discussione il successo avuto in Inghilterra. Così, con molta umiltà, ho iniziato un secondo cammino che piano piano ha iniziato a dare i suoi frutti».
I primi scatti importanti del nuovo corso?
«Sicuramente Carmen Consoli, i Negrita, con i quali continuo a lavorare, e Renda. Ma soprattutto il ritorno in Italia mi è servito per diversificare le mie foto, allargando il mio lavoro allo star system in generale».
Chi le manca da fotografare?
«Sicuramente Dave Grohl dei Foo Fighters e Josh Homme dei Queens of Stone Age, due icone della musica rock di questi anni che mi sono sfuggite. Ma al Glastonbury, sul palco John Peel, negli anni mi sono tolto parecchie soddisfazioni fotografando gruppi agli esordi come i Kings of Leon; i Muse li scovai addirittura ragazzini in una università di Londra dove mi mandarono a fare un servizio, e così anche i Coldplay, colti prima del successo di Parachutes».
Dopo Milano e Zurigo, la sua mostra arriva sul Lario.
«Proprio qui, nella splendida cornice di Villa Erba avevo fotografato anni fa Gwen Stefani. Sono contento di tornare con una sorta di “best of” del mio lavoro durante un festival musicale».
Da poco tempo si è trasferito in Canton Ticino.
«Sì, avevo voglia di cambiare ancora. Ho lavorato per il festival musicale “Moon & Stars” e tra poco sarò impegnato come fotografo ufficiale del “Festival del Cinema di Locarno” dove sono attese molte star internazionali della settima arte».
Nuovi progetti nella sua agenda di lavoro?
Insieme a Giampiero Canino, che è il mio manager, stiamo valutando molte opportunità e non è nemmeno escluso che racconti in un libro tutte le avventure rock di questi anni meravigliosi».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Sopra, la celebre cantante pop Gwen Stefani fotografata da Alessio Pizzicannella a Villa Erba di Cernobbio. È una delle immagini esposte nella mostra

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