La storia del sindacato tessile a Como raccontata nel libro “Dal filo alla rete”
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La storia del sindacato tessile a Como raccontata nel libro “Dal filo alla rete”

Presentazione del libro "Dal filo alla rete" nell'aula magna dell'università dell'Insubria Presentazione del libro “Dal filo alla rete” nell’aula magna dell’università dell’Insubria

Un volume per riflettere sul passato e immaginare come potrà essere il futuro del comparto tessile lariano. Il libro in questione si chiama “Dal filo alla rete. Il sindacato tessile comasco e il governo del cambiamento” ed è stato scritto dal ricercatore Claudio Critelli. Partendo da quest’opera ieri mattina si è svolto il convegno organizzato dalle segreterie della Filctem (Federazione Italiana Lavoratori Chimica Tessile Energia Manifatture) Cgil Lombardia e di Como nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria. Presenti lavoratori e aziende storiche del comasco, per fare il punto sulla storia del settore tessile assieme a quella del sindacato. «Il sindacato esistente in questa zona ha saputo mantenere quel filo importante delle relazioni e dei rapporti che lo hanno fatto diventare sempre più autorevole – spiega l’autore del libro – Un atteggiamento dunque molto costruttivo per la crescita del comparto». Nella ricostruzione di Critelli spazio anche agli accordi aziendali che riflettono la variegata realtà tessile comasca: alcuni di tipo tradizionale, altri innovativi dal punto di vista della gestione degli orari e del salario, e legati a obiettivi di produttività e qualità. Un esempio è l’accordo a ciclo continuo adottato dalla Saati, multinazionale con base ad Appiano Gentile operante nel settore tessile chimico. «Stiamo parlando del lontano 1987. Al tempo Saati aveva fatto degli investimenti per acquisire nuovi impianti e macchinari come dei nuovi telai. Aveva dunque la necessità di incrementare la propria capacità produttiva e per un miglior sfruttamento degli impianti – ricorda Simona Mattiussi, Saati – si decise di introdurre una turnazione a ciclo continuo che prevedeva non solo i 5 giorni lavorativi su tre turni ma anche i 7 giorni lavorativi su tre turni di lavoro». Delle novità dunque che modificarono e introdussero un nuovo modo di intendere il lavoro e che poi nel corso degli anni vennero usate anche in altri situazioni.

9 maggio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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