La stretta di mano tra Maroni e Valli

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Lega. Ma nel weekend lariano del presidente della Regione spuntano anche le maglie “Cantun del Lac”
Il “Mandell” va però subito all’attacco: «Trovi i soldi per la Tremezzina»

Alla fine la stretta di mano è arrivata. Gelida, senza guardarsi negli occhi, ma sempre di stretta di mano si tratta. Una tregua già rotta poche ore dopo da uno dei protagonisti. Il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, nonché presidente della Regione Lombardia, è andato domenica sera nella tana del lupo, nella Lezzeno del “Mandell”, Armando Valli, fedelissimo di Bossi con posizioni anche decisamente critiche su Maroni. «E pensare che da 23 anni organizziamo la festa a Lezzeno e invitiamo

Maroni, ma lui non era mai venuto» dice Valli.
L’occasione dell’incontro è stata domenica scorsa, per il tour lacustre di Maroni, impegnato a Sala Comacina, ospite dei Giovani Padani per i gemellaggio con i giovani del Vlaams Belang, movimento indipendentista belga. All’evento erano presenti anche alcuni militanti del Centrolago, qualcuno con la maglia “scissionista” con la scritta “Cantun del Lac”. Nessuna aperta contestazione, ma qualche mal di pancia sì. Tanto che dalla platea qualcuno ha chiesto notizie a Maroni della variante della Tremezzina.
Il presidente della Regione ha spiegato che vi sono problemi a livello burocratico, ma assicurato anche il suo impegno a trovare i fondi necessari.
E dopo il gemellaggio con i belgi è stato proprio Maroni ad esprimere il desiderio di raggiungere Lezzeno. Invece dei motoscafi messi a disposizione da alcuni residenti ha però optato per il traghetto fino a Bellagio e poi per l’arrivo sulla sponda orientale nella serata conclusiva della storica festa della Lega Nord. Durante la cena il segretario e l’ex senatore, Armando Valli, motore del Carroccio lariano, siedono su tavoli differenti e praticamente si ignorano. Poi è Maroni a fare il primo passo. Su invito dei militanti del lago, raggiunge il “Mandell”. Valli si alza in piedi in segno di cortesia per salutarlo, anche se la stretta di mano avviene con il lezzenese seduto e senza guardarsi negli occhi. «Volevo dirgli anche qualcosa, ma il momento sarà durato un paio di secondi» dice ora il Mandell. Pace fatta quindi? Giudicate voi.
«Io dico solo che c’è stato un consigliere regionale che ha detto che la Tremezzina non è una priorità – dice Valli – Ma ora Maroni, come ha trovato i soldi per le paratie di Como deve trovarli anche per la variante. Sono cinquant’anni che chiediamo quest’opera. La gente del lago è stufa delle parole. Vuole i fatti. Qui arrivano tutti per prendere i voti e poi non fanno niente per il territorio. Ma quel tempo è finito» conclude Valli.
E sulla stretta di mano solo una battuta. «Io ero seduto con gli amici di sempre, ma non ho visto nessun comasco al tavolo di Maroni. È giusto che sia venuto lui a salutare».

Paolo Annoni

Nella foto:
Il presidente Maroni sul traghetto (foto Cavicchi)

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