La Svizzera: «Al momento non è prevista la chiusura dei confini»

Dogana frontalieri

I confini restano per ora aperti. Lo ha detto martedì 19 gennaio nel corso di una conferenza stampa Virginie Masserey, responsabile della Divisione malattie infettive della Confederazione. Respinta, insomma, la richiesta del Canton Ticino di una stretta sui controlli in frontiera e della chiusura, da subito, dei valichi minori.

I vertici della Sanità rossocrociata hanno fatto il punto sulla situazione anche riguardo le nuove varianti del virus. Sono bloccati i viaggi dai paesi maggiormente a rischio ed esistono già norme che prevedono la quarantena per i viaggiatori che arrivano ad esempio dalla Gran Bretagna, dall’Irlanda e dal Sudafrica.

«La situazione è continuamente monitorata e se servirà verranno prese altre misure. Al momento però la chiusura dei confini con i paesi limitrofi non è prevista», ha spiegato la responsabile della Divisione malattie trasmissibili rispondendo a un giornalista che ha evidenziato la richiesta del governo ticinese a Berna – come riporta il Corriere del Ticino – per ottenere una stretta alle frontiere. «La chiusura della prima ondata era stata giustificata dalla necessità di proteggere le nostre strutture ospedaliere, che stavano arrivano al limite delle capacità. Questo oggi non è il caso, ma ovviamente vigiliamo affinché non si raggiungano i limiti», ha precisato Masserey.

Nora Kronig, vicedirettrice della Divisione affari internazionali dell’Ufficio federale della sanità pubblica, ha precisato che a livello di Stati Schengen non sono in corso discussioni riguardo le chiusure delle frontiere. Riguardo la richiesta di tamponi per chi varca i confini, è stato però precisato che ogni Paese è libero di chiedere un test negativo a una soggetto che volesse varcare la frontiera.

La Svizzera starebbe infine valutando la riduzione della presenza degli alunni nelle classi.

A ieri, in Svizzera sono state vaccinate circa 110 mila persone.

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