La testimonianza dall’Afghanistan

Oggi in via Palestro
L’Afghanistan sotto i riflettori oggi all’Università della Terza Età a Como. L’appuntamento è fissato alle 16.30 nella sede di via Palestro 17, con ingresso libero. “L’inferno chiamato Afghanistan” è il titolo del libro di cui si parlerà nell’incontro che avrà come protagonista il giornalista e scrittore Giuseppe Bresciani: quest’ultimo racconterà la sua esperienza in quel martoriato Paese.
«Nel mio libro si raccontano tre mesi vissuti intensamente, come un viaggiatore d’altri tempi, con la sensazione di essere invisibile, per quanto sia impossibile rendersi tali in un Paese in guerra, e per essere creduto un agente segreto o un pazzo – dice Bresciani – Un’esperienza per dipingere l’affresco di una realtà che conosciamo superficialmente e per fondere nel crogiolo della scrittura molteplici pietre preziose».
«“L’inferno chiamato Afghanistan” – aggiunge l’autore dell’opera – è un libro difficile da inquadrare ma che si legge tutto d’un fiato. È un mosaico narrativo che prende forma in virtù di tessere vivacissime su cui sono fissati, come sullo smalto, le condizioni disperate e i rari attimi sereni che scandiscono la vita del popolo afghano. Ci mostra la vita e la morte, e di entrambe è testimone oculare. Mette a nudo la condizione femminile e quella non meno drammatica dei bambini, la quotidianità nelle carceri e nei campi per sfollati, i retroscena delle operazioni di guerra e di pace del nostro contingente militare e degli aiuti umanitari, il fenomeno dilagante della droga, il vuoto sanitario, la corruzione politica. Ma coglie anche gli aspetti poetici e spirituali di un popolo condannato all’inferno, pur amando la vita».

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