La tragedia a Como. Su Facebook del padre solo Dio e l’amore per le figlie

Chi era il protagonista di questo dramma? È la domanda che tutti si stanno ripetendo da ore: chi fosse e perché ha fatto ciò che ha fatto. Una risposta, molto parziale, può forse arrivare dal profilo Facebook del 49enne. Una risposta incompleta, ricca di suggestioni e a rischio di fraintendimenti. Ma pur sempre basata sulle scelte dell’uomo. Che online aveva una sessantina di amici e sulla sua bacheca postava solo foto dei figli e richiami di natura religiosa.
Leggendole adesso, alcune di quelle invocazioni sono drammaticamente profetiche. «Una famiglia non deve essere perfetta. L’importante è che sia unita. Qualunque cosa accada…», scriveva il 49enne.
E ancora: «Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima». Una cosa è del tutto evidente: l’uomo aveva un rapporto di amore profondo con i figli.
Nelle immagini pubblicate online le bambine, in particolare, sono allegre, felici, spensierate. Sorridono, mangiano il gelato, giocano nel parco o sul balcone di casa affacciato sul lago. Davvero nulla avrebbe potuto far pensare che dietro una famiglia così unita potesse nascondersi il demone della distruzione, della morte.
«Ho chiesto a Dio la forza, la saggezza e la prosperità», recita la voce narrante di uno dei video che l’uomo aveva scelto di mettere online. Anche se, subito prima, il 49enne rilanciava una considerazione amara: «“Cosa fai per andare avanti?” “Dimentico”».
Il 10 aprile di quest’anno, sotto la foto di un anello a forma di cuore – un rubino tempestato di diamanti – il marocchino aveva scritto semplicemente «x te».
Un pensiero per la moglie, con ogni probabilità, sgorgato in un momento complicato e difficile che non è più finito.

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