La tratta dei richiedenti asilo. Migranti sui treni merci: arresti nel Comasco

Polizia di Stato

Nascosti di notte sui vagoni dei treni merci. Fatti partire con destinazione Germania, ma anche Francia, Austria e Svizzera. Viaggi della speranza al freddo, in condizioni precarie, con rischi seri per la salute e l’incolumità. Era la sorte che toccava ai migranti che si rivolgevano a stranieri come loro, senza scrupoli, che ne organizzavano il viaggio. Il costo poteva variare dai 150 euro ai 300 euro a persona, a seconda se sul vagone salivano o meno altri parenti.
Viaggi frequenti, spesso giornalieri, partendo da stazioni utilizzate come punto di raccolta come Milano Centrale, Lambrate, ma anche Gallarate, Verona e Novara.
Tra questi “reclutatori” c’era anche un residente a Como, a Maslianico, 20 anni in arrivo dalla Liberia. Era lui che riceveva gli ordini e smistava i profughi sulle stazioni, pronti per essere caricati sui treni merci destinati soprattutto alla Germania, stazione di Siegen.
La squadra Mobile di Como teneva d’occhio questi movimenti dal dicembre del 2017. Da quando cioè un gambiano si presentò negli uffici della Questura per raccontare la propria storia, ovvero il viaggio non andato a buon fine dopo aver pagato i 150 euro previsti. Soldi che servivano solo a pagare il “disturbo”, perché poi i malcapitati dovevano raggiungere le stazioni di partenza a loro spese. L’indagine – o, meglio, una prima parte di essa – si è conclusa in queste ore con l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare a carico di quattro persone, tutte straniere, due delle quali irreperibili. Tra gli arrestati c’è il liberiano di Maslianico. L’altro è un senza fissa dimora marocchino, 32 anni.
Devono rispondere all’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso. Nel fascicolo, finito alla Dda di Milano, ci sono altri due indagati per cui non sono state chieste misure restrittive.
Agghiaccianti le modalità con cui i migranti, tutti richiedenti asilo, venivano trasportati a Nord dell’Italia: di notte, dopo aver aperto un taglio nei teloni dei vagoni dei treni merci, venivano fatti salire sul convoglio e abbandonati a loro stessi. Viaggi che avvenivano di notte e spesso in inverno, con il vagone battuto dal vento. In un caso addirittura il treno, in transito dal traforo del San Gottardo, perse il telone strappato che finì sui binari con un grande rischio di deragliamento. I clandestini che erano a bordo – in quel caso – vennero tutti fermati e identificati. La squadra Mobile – che per l’indagine ha potuto contare sul contributo delle polizie di tutti gli altri paesi coinvolti, in particolare sulla polizia cantonale svizzera alla quale va anche il merito di aver organizzato nel mese di marzo una riunione tecnica proprio nell’ambito di questa vicenda – calcola in diverse centinaia il numero delle persone portate oltre confine. Migranti che arrivavano da tutta Italia, anche dalla Sicilia e dalla Sardegna, grazie a referenti che prendevano contatto per poi concentrarli tutti nelle stazioni di partenza.

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