La Uil in piazza contro la manovra del governo. «È ingiusta. Vanno colpiti gli evasori fiscali»

Oggi gazebo nel capoluogo
Un presidio per dire ai comaschi che «la manovra finanziaria è iniqua». Per chiedere misure contro l’evasione fiscale «che a Como è stimata attorno ai 750 milioni di euro, dei quali 2 solo di affitti in nero». Per sottolineare i costi della politica, «540mila euro all’anno per il consiglio provinciale, 800mila per il consiglio comunale e 2 milioni per le società partecipate». E per protestare contro i tagli agli enti pubblici, «2,8 milioni solo per il Comune di Como». Su questi

temi, la Uil Fpl (Federazione poteri locali) organizza un gazebo, oggi, davanti al Municipio di Como dalle 9.30 alle 12.
«Visto il grande momento di difficoltà del Paese – ha spiegato Salvatore Monteduro, segretario provinciale della Uil Fpl – ci sembra doveroso informare i comaschi su quanto sta accadendo. In una situazione così drammatica, le misure al vaglio del Parlamento sono insufficienti, inique e inadatte a risolvere i problemi del Paese. Sugli sprechi, a Como potremmo aprire un lungo capitolo: dalle paratie alla Ticosa, passando per l’autosilo della Valmulini che genera un buco di 200mila euro all’anno». La Uil Fpl si è detta d’accordo sull’abolizione delle Province e pure sull’innalzamento dell’Iva, «a patto però che il ricavato venga investito nella riforma fiscale e non nel risanamento del debito pubblico». «La tempesta in cui si trova l’Italia – ha aggiunto Salvatore Maisto, segretario regionale della Uil Fpl – ci porta a cercare, in modo ancor più deciso, l’unità sindacale».
Lo scorso 6 settembre la Cgil è andata da sola allo sciopero generale. Venerdì prossimo a Roma si riunirà il comitato generale della Uil, che potrebbe decidere di indire uno sciopero generale. «Uno strumento – precisa la Uil comasca – che deve rimanere l’estrema ratio della lotta sindacale». «L’Europa – ha concluso Michele Barresi, segretario generale della Uil di Como – è preoccupata perché gli introiti derivanti dall’evasione fiscale sono stimati e non certi. E vorremmo anche ricordare che nell’ultima versione della manovra sono praticamente spariti tutti i tagli ai costi della politica».

Andrea Bambace

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