La “venerabile” Adele Bonolis riparatrice di umanità. L’evento con Delpini e il nipote Paolo

Adele Bonolis

Giovedì 25 febbraio, in suo ricordo, un incontro in streaming e la proiezione di un docufilm

Lo scorso 21 gennaio papa Francesco l’ha proclamata “venerabile”, il primo passo verso la canonizzazione. Giovedì 25 febbraio, alle 17.30, verrà ricordata in un incontro in streaming (a cui partecipa l’arcivescovo di Milano) e con la proiezione di un docufilm a lei dedicato.
Adele Bonolis è una di quelle donne che hanno lasciato un segno nella storia. Prozia del celebre presentatore Paolo Bonolis, ha dedicato la sua vita alla lotta all’emarginazione aiutando ex prostitute, ex carcerati e malati psichiatrici e fondando quattro case destinate a ospitare e reinserire nella società persone fragili. Una di queste si trova a Montano Lucino, nel cui cimitero Adele Bonolis è sepolta insieme ad alcune sue amiche e collaboratrici. Proprio a Montano Lucino sono legati i ricordi d’infanzia di Paolo Bonolis che lì faceva visita alla prozia e che si è sempre adoperato per sostenere la Fondazione a lei dedicata.
Domani, alle 17.30, Paolo Bonolis sarà tra gli ospiti dell’evento “Adele Bonolis. Riparatrice di umanità” insieme con Monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano e il presidente del Comitato per la beatificazione di Adele Bonolis Alessandro Pirola. L’ evento, visibile in streaming dalla 17.30 sul sito www.fondazioneadelebonolis.it, prevede anche il saluto della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Verrà presentato inoltre il docufilm di 25 minuti “La Centesima Strada” del regista comasco Paolo Lipari, dedicato alle Opere fondate dalla Bonolis.
Le Case che fanno riferimento all’opera di Adele Bonolis sono quattro. Oltre a quella di Montano, c’è quella di Lenno per persone con problemi psichiatrici, una a Cibrone, nel comune di Nibionno (Lecco) per donne che escono dal carcere e una a Vedano al Lambro (Milano) per ex carcerati.
Adele Bonolis nacque a a Milano nel 1909. Studiò psichiatria dell’Università Statale di Milano. Nel 1958 convinse il comitato creato dall’Azione Cattolica ad aprire un’istituzione per ospitare e assistere le donne uscite dalle case chiuse e da allora si dedicò completamente agli emarginati. Morì l’11 agosto 1980. «Appena sarò morta andrò in cerca di tutti i miei uomini, di tutte le mie donne, di tutti i miei bambini. Dite a tutti che sarò loro vicina», lasciò detto.

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