Marco Roveda: “La vera felicità è nel cambiamento”

Personaggi – Marco Roveda di LifeGate lancia un nuovo stile di vita compatibile e responsabile con un ebook cui partecipano testimonial internazionali
Consumare meno, risparmiare tutti e vivere meglio, magari anche più a lungo.
Un libro made in Como orientato al futuro, parla al mondo, e si può sfogliare senza far troppo male al pianeta.

Invita a rimboccarsi le maniche e a soffiar via la nube di biossido di carbonio che causa il riscaldamento globale. Etimologicamente parlando, “crisi” è un concetto che contiene un seme positivo: momento di passaggio, occasione di riflessione, autocoscienza, inventario di pregi e difetti per guardare avanti abbandonando cattive abitudini e pessimi consiglieri. Quale occasione migliore allora per pensare alla crisi di un rito di passaggio tra un anno vecchio da mettere in archivio, con i suoi alti e bassi, e la pagina nuova di un anno tutto da inventare?

La parola d’ordine, per l’imprenditore lariano Marco Roveda (nella foto), è “cambiamento”. Anni fa ha avuto successo puntando in modo pionieristico sull’alimentazione biologica. E ora sulla possibilità concreta e reale di mutare le prospettive del mondo e dei suoi 7 miliardi di inquilini scommette tanto da farci un libro. È La felicità nel cambiamento, firmato insieme con Ervin Laszlo, umanista e filosofo che ha promosso il WorldShift Council on the G20, governo ombra del G20 nato per affrontare la crisi globale mettendo a fuoco la causa: la mancanza di consapevolezza. Del club è membro lo stesso Roveda.
Siamo con un piede nel 2012, anno della fine del mondo profetizzata dai Maya, e ciò che ha portato alla crisi sono tre aspetti che da anni Roveda cerca di illuminare con il suo portale LifeGate che ha base a Merone: il mondo così come è concepito – si legge nel libro – «è socialmente, economicamente, ecologicamente insostenibile; è intriso da comportamenti irrazionali ed è governato da modelli di riferimento, aspirazioni e valori obsoleti».
I risultati? Il libro, che scala la classifica degli ebook, ne elenca parecchi. Noi scegliamone qualcuno tra i più scioccanti: «1,4 miliardi dei 7 totali vivono con meno di 1,25 dollari al giorno, altri 1,6 miliardi con meno di 2,50 dollari al giorno, mentre più di 900 milioni sono classificati come abitanti in baraccopoli». E mancano le risorse primarie: «Per il 2025 i due terzi della popolazione vivrà in condizioni critiche di sofferenza idrica. Sei milioni di bambini muoiono annualmente di carestie, 155 milioni sono in sovrappeso».
Come uscirne? Per Roveda e il coautore tante cose si possono fare, qui e ora, per cambiare rotta. A cominciare dal libro che è gratuito e a “impatto zero”: non è su carta e non lo sarà. Infatti lo si può solo scaricare da Internet (www.lifegate.it) e sfogliare sul computer e sul proprio dispositivo portatile o diffonderlo con i social network in modo “virale”. Basta che poi stiate al gioco e facciate come Roveda e Laszlo: cioè compensiate lo sfruttamento dell’energia utilizzata – per alimentare le batterie del pc e i server che ospitano il prodotto elettronico – ripiantando alberi. A ogni pagina del libro, tre parole magiche insistono sulla filosofia di fondo dell’operazione mediatica: “condividi”, “invia”, “sostieni”. Non è cioè un libro da tenere sul comodino, neanche in versione elettronica, ma da far circolare. E a renderlo interessante, sottolinea Roveda, è che il libro non è «il punto di vista di un individuo ma un pensiero collettivo».
Infatti è una miscellanea di voci autorevoli chiamate a sostenere la possibilità di una rivoluzione copernicana, di una strada diversa e sostenibile per lo sviluppo. Qualche nome? Il papà della perestrojka Mikhail Gorbaciov, la pacifista iraniana Shirin Ebadi, di recente ospite nel Comasco, i guru ecologisti Deepak Chopra, Fritjof Capra e Vandana Shiva, il premio Oscar Ennio Morricone e il regista Ermanno Olmi. E c’è pure il divo Leonardo DiCaprio, star impegnata per salvare la Terra dall’insipienza dei suoi inquilini più (o meno?) intelligenti: «Essere un paladino dell’ambiente – scrive – mi ha reso più deciso in ogni cosa, capace di andare avanti, di interrompere relazioni e amicizie giunte a un punto di inutilità. Le cause giuste aiutano a uscire da spirali di incomprensione e da ogni insicurezza. La mia vita non è solo la mia carriera: essere parte della causa verde mi ha dato energie, rendendomi anche più ottimista. Non si può essere cinici se si capisce che la lotta per l’ambiente è una lotta per tutta l’umanità».
Il libro nasce nel Comasco. «Ho scelto di vivere in provincia dove ho le mie radici, i miei amici, la mia famiglia. Il libro invita anche a questo – dice – ed è tutto in linea con la filosofia del minore impatto possibile sull’ambiente».
Anche con una serie di proposte, non c’è solo la protesta. «Sì – dice – a cominciare dal risparmio energetico per produrre il libro e per diffonderlo. Niente carta, niente camion per il trasporto. Ma non basta tagliare, occorre anche investire. Cioè compensare con la riforestazione i costi sostenuti per produrre un bene».
Il libro è un’ opera corale. «Sì, tutti i personaggi che abbiamo invitato a scrivere sul tema del cambiamento e sulla sua necessità “qui e ora” vivono alla medesima quota spirituale e condividono il proprio punto di vista, è un percorso non singolare ma plurale».
Con quale obiettivo? Non rischiate di venire confusi con chi si limita alla protesta, teme l’Apocalisse o vuol fare filosofia “new age”? «Il libro è diffuso gratuitamente – risponde Roveda – L’obiettivo non è di fare soldi ma promuovere consapevolezza, serenità, indicare alle persone una via che le faccia star meglio e le aiuti a riflettere sulle giuste priorità della vita. Siamo tutti vittime di oltre mezzo secolo di materialismo, che ci ha fatto confondere l’avere con l’essere e ci ha drogati di “cose” da possedere. E ora, con la crisi, ne paghiamo i risultati».
Un futuro di “decrescita” comporta necessariamente sofferenze per tutti? «Non basta vivere per essere umani – sottolinea Roveda – quel che conta è vivere bene, più serenamente, E non significa possedere 2 auto o 4 televisori ma svegliarsi la mattina e sentirsi soddisfatti di se stessi, avere il piacere di fare cose, circondarsi di persone che ti vogliono bene, essere capaci di volere bene. Vivere una vita con gioia. Nel libro sosteniamo che il cambiamento di vita necessario al pianeta è alla portata di tutti. Non siamo utopisti, né invitiamo la gente a indossare il saio o a flagellarsi».
Roveda è nato a Milano ma ha scelto di uscire dalle sue nebbie e radicarsi nel Comasco, in campagna. Come vede le prospettive del territorio lariano? «Siamo una delle province piu ricche d’Italia, quindi abbiamo vissuto il materialismo in modo forse piu profondo di tanti altri. Io vedo un forte rischio nell’abbandono di arti e mestieri di un tempo: dovremmo tornare alla sapienza dell’artigianato, non inseguire l’industria. E non apprezzo che invece di sentirsi soddisfatti del proprio lavoro lo si confonda con il risultato economico, sulla possibilità di arricchirsi. Vedere nel proprio orizzonte solo i “danè” porta a un decadimento della qualità media».
Qualche esempio? «Lo vediamo anche al ristorante, sul Lario è raro mangiar bene, e così il falegname non ha più il piacere della propria opera, ma sogna di fare il mobiliere con l’elicottero».
E intanto gli investitori cinesi sono alle porte… «E noi prendiamo la direzione ostinata e contraria. Torniamo all’artigianato. Siamo la patria della produzione di qualità, dell’arte, della creatività, della cucina».

Lorenzo Morandotti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.