Cronaca

«Abbiamo ascoltato la radio in silenzio. Siamo sconcertati»

alt La reazione dei parenti delle vittime
La famiglia ha acquisito l’audio della trasmissione e sta pensando di rivolgersi alla Procura
Il primo annuncio è dell’avvocato dei Castagna, Francesco Tagliabue: «Sto valutando la registrazione della trasmissione, decideremo nelle prossime ore quello che si potrà fare». Ovvero il recarsi in Procura al sesto piano del palazzo di giustizia per chiedere di valutare o meno gli estremi della calunnia. «In ogni caso, vorremmo evitare che si riaprisse un nuovo processo mediatico», dice ancora Tagliabue. Ma la reazione arriva anche dalla stessa famiglia Castagna, ovvero dal padre Carlo che nella

strage ha perso non solo la moglie, ma anche la figlia e l’amato nipotino.
«Siamo davvero sconcertati e avviliti per il modo in cui si calpestano le persone», dice Carlo Castagna che insieme con i figli Pietro e Beppe ha ascoltato incredulo il monologo di Azouz Marzouk a Radio Padania. «Abbiamo sentito la versione dei fatti di mio genero senza riuscire a dire una sola parola. Ci chiediamo se era la persona che credevamo di conoscere e se lui conosceva noi».
«In noi c’è molta amarezza, a maggior ragione – concludono Pietro e Beppe Castagna – perché Azouz dice di avere sospetti infamanti su di noi e, nel contempo, mantiene con noi normali rapporti per via di alcuni problemi legati a documenti di cui ha bisogno».
Tocca poi proprio al legale rispondere punto per punto alle accuse del tunisino. Partendo dalla premessa: «Sono sconcertato da come ancora oggi si vogliano rivangare certi fatti al solo fine di farsi della pubblicità e andare ancora una volta sui giornali».
«Ha detto Azouz che in primo grado non era riuscito a seguire il processo – attacca subito Tagliabue – Questa è già la prima bugia: aveva un avvocato di parte civile ed è stato sempre presente in aula ad ogni udienza. Quindi il processo l’ha seguito benissimo. Poi ha fatto riferimento a più piste di indagine: e qui ha proprio ragione, perchè in effetti gli inquirenti analizzarono i fatti a 360 gradi, lavoro che non ha tralasciato alcuna pista, neppure quella della famiglia Castagna. I componenti dei Castagna furono sentiti dai magistrati, le utenze telefoniche messe sotto controllo come tutte le altre dei soggetti che in qualche modo erano stati coinvolti dalla vicenda. Ovviamente poi la Procura ha seguito la pista che dava riscontri concreti, che sono stati confermati dalle sentenze di ben tre gradi di giudizio. E questo non deve essere mai dimenticato: più giudici in più gradi hanno confermato la piena colpevolezza di Rosa e Olindo senza alcuna esitazione o tentennamento».
Azouz ieri, ancora una volta, ha parlato di Pietro Castagna. «La posizione di Pietro Castagna, come ho già detto, è stata vagliata dalla Procura e lo stesso mio assistito ha chiarito la sua posizione ed è stato da subito escluso dai soggetti oggetto delle indagini. La Procura ha ritenuto che non vi fossero elementi a suo carico».
C’è poi la vicenda del testamento di Raffaella Castagna a favore non di Youssef, dice Azouz, ma dei nipoti.
«Sull’argomento sono tenuto al segreto professionale in quanto non è stato oggetto del dibattimento – dice Tagliabue – Peraltro posso dire che l’argomento era stato analizzato proprio con signor Marzouk e con il suo legale e nulla era emerso di lesivo degli interessi di Azouz». Secondo verifiche effettuate ai tempi del processo, comunque, pare che Raffaella avesse stipulato il suo testamento prima della nascita di Youssef, e che il beneficiario avrebbe usufruito dell’appartamento di via Diaz e non di altri redditi. «Faccio comunque presente – riprende l’avvocato – che sulla casa gravava e grava ancora un mutuo che è stato pagato dalla famiglia Castagna, quindi anche qualora si volesse lasciare intendere un interesse, rilevo come questa presunta eredità sarebbe stata negativa. Ed è proprio di questo fatto che parlammo con Azouz e l’avvocato di allora. La cosa era talmente “vantaggiosa” che alla fine rinunciarono a ogni pretesa economica avanzata».
«Il signor Marzouk si lamenta di non aver ricevuto eredità? – è la chiosa sull’argomento – Certo, perché come detto sarebbe stata una eredità negativa in quanto Raffaella non aveva nulla di intestato se non l’appartamento che però aveva e ha un mutuo da pagare».
«L’assicurazione sulla vita di Raffaella? – riprende Francesco Tagliabue – Certo, i genitori erano preoccupati perché il padre di Youssef e il marito di Raffaella era Azouz. È noto che la relazione non era accettata dai Castagna, non tanto perché straniero ma per le vicende giudiziarie».
Insomma, quale sarà lo sviluppo di questa intervista a Radio Padania? Vi rivolgerete alla Procura per tutelare il buon nome della famiglia dopo le pesanti accuse di Azouz?
«Sto ascoltando la lunga registrazione della trasmissione, valuteremo nelle prossime ore quello che si potrà fare. In ogni caso, vorremmo evitare che si riaprisse un nuovo processo mediatico».

Mauro Peverelli

Nella foto:
La famiglia Castagna all’uscita da una udienza del processo d’Appello a Milano.
25 gennaio 2013

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