Bizzozero: «Abbiamo un anno di tempo, una risposta ci sarà»

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L’auspicio del sindaco

«Farò quello che un sindaco può e deve fare. Mi farò promotore dell’appello di Anna Cremascoli, sarò un amplificatore di questa richiesta accorata e positiva, avanzata da una persona che comunque non vuole lasciare la squadra ma chiede un legittimo aiuto». Il sindaco di Cantù Claudio Bizzozero si dice pronto a fare quanto nelle sue possibilità per salvare la pallacanestro dopo il drammatico appello della società.
«Siamo soli, e senza partner lasciamo», ha detto ieri la presidente

Anna Cremascoli, assicurando comunque la prosecuzione dell’attività per la prossima stagione.
«Mantenere una società in A1 oggi è un peso enorme e capisco le difficoltà di Anna Cremascoli – dice Bizzozero – I suoi problemi però sono legati principalmente all’economia che va male e alla conseguente fatica nel trovare sponsor. In questo senso, comprendo benissimo anche le difficoltà delle imprese».
Pensare di investire denaro in qualsiasi attività “extra”, in questo momento è difficile per la quasi totalità delle aziende.
«Alla luce della situazione attuale – sottolinea il primo cittadino – gli imprenditori che riescono a non chiudere e a stare sul mercato compiono già un’impresa eroica. Chi resiste e va avanti fa già tantissimo, è difficile chiedere altro. Anna Cremascoli però non vuole lasciare – continua Bizzozero – chiede un aiuto e questa è la positività del suo appello. In questo senso, credo che possa essere accolto. Abbiamo un anno di tempo per quantificare esattamente questa richiesta di aiuto e verificarne la sostenibilità. Sono convinto che, davanti a un appello corretto come quello di Anna Cremascoli, una risposta ci sarà, nei limiti delle possibilità di ciascuno. Le grosse imprese che possono aderire alla richiesta non sono molte e sono a loro volta in difficoltà, ma sono convinto che vorranno aderire».
Sul fronte del nuovo palazzetto, la palla è in mano a Turra, la società che sta realizzando l’opera in corso Europa.
«In passato erano stati fatti alcuni errori e la posa della prima pietra era stata anticipata – sottolinea Claudio Bizzozero – La richiesta di proroga dunque era legittima e abbiamo concesso ulteriori 10 mesi per completare i lavori. Ora, però, dipende tutto da Turra: non hanno altri alibi e devono completare l’opera. La nuova e improrogabile scadenza è la metà del mese di aprile del prossimo anno».

Anna Campaniello

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