Cronaca

L’accusa al commercialista: «Norme sistematicamente violate»

altOggi in carcere l’interrogatorio del noto professionista finito in cella con altre otto persone
(m.pv.) Verrà interrogato questa mattina dal giudice delle indagini preliminari di Como Luciano Storaci, il commercialista di Blevio con studio a Como (in via Dottesio) colpito mercoledì mattina da una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il professionista, Ottavio Molteni di 42 anni – cui è stato sequestrato anche uno Yacht di 18 metri ormeggiato a Chiavari – è accusato dalla Tributaria della guardia di finanza di Albate di far parte di una associazione per delinquere composta da nove persone (di cui otto arrestate)

che avevano come scopo l’emissione di fatture per operazioni inesistenti ma anche l’occultamento e la distruzione delle scritture contabili, l’omessa dichiarazione dei redditi, il falso e il contrabbando. Importanti i numeri finiti nell’ordinanza chiesta dal pubblico ministero Giuseppe Rose. Tra questi 170 milioni di euro per fatture inesistenti, una evasione di 7 milioni di euro di Iva e di 650mila euro di diritti doganali “dimenticati”. Il tutto tramite un giro di società “cartiere” quasi interamente con sede in provincia di Como – tra via Dottesio e via Soave, ma anche a Cadorago e Turate – che avrebbero permesso di ottenere ricavi non dichiarati evadendo altri 62 milioni di euro nel mondo della plastica e dell’import export dei granuli di polimero.
Presunte fatture per operazioni inesistenti che il commercialista – secondo l’accusa – avrebbe emesso anche all’insaputa dei titolari delle società di cui era depositario delle scritture contabili.
Come nel caso di una ditta individuale del Pavese che avrebbe emesso due fatture da 69 mila euro e da 240 mila euro (nel 2007), ma il cui titolare sentito a sommarie informazioni disse in modo perentorio: «Escludo di aver mai emesso fatture per oltre 60mila euro e quella da 240 non risulta nemmeno dichiarata». «Le condotte del commercialista – ritiene l’accusa nell’ordinanza – violano sistematicamente la normativa fiscale».
Inoltre il professionista, sempre secondo il pm, «forniva all’organizzazione criminale il proprio complesso di conoscenze e di figure professionali cui egli stesso era solito fare riferimento», come un notaio e banche.
Sulle esigenze cautelari in carcere il giudice scrive in merito al commercialista e agli altri indagati: «Avevano perfetta conoscenza del meccanismo della frode e avevano effettiva capacità di occultare, alterare o sopprimere documenti», come nel caso di due società dai «fatturati milionari» la cui «documentazione contabile fu distrutta». Il tutto, insomma, sarebbe indice «di una straordinaria capacità da parte dell’organizzazione di manipolare dati e documenti». Valutazioni che hanno portato alla richiesta della custodia cautelare in carcere. Oggi, come detto, partiranno gli interrogatori tra cui il più atteso, quello del commercialista – assistito dall’avvocato Davide Giudici – che potrà fornire la propria versione e contraddire quella fin qui raccontata cioè della accusa. Rimane invece latitante il napoletano residente in Svizzera (nei Grigioni, 50 anni) considerato la mente della frode.

Nella foto:
lo yacht sequestrato al commercialista nel porto di Chiavari. Il professionista verrà sentito oggi in carcere dal gip di Como che ha firmato l’ordinanza.
30 Maggio 2014

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