L’addio a Botta. «Ci lascia un vero comasco»

Lutto – Dopo una lunga malattia è scomparso l’ex sindaco e storico presidente del Coni provinciale. Il commosso ricordo della città
Martedì, alle 14, ci sarà l’ultimo saluto nella chiesa del Collegio Gallio
Martedì 15 novembre, nella chiesa del Collegio Gallio, alle ore 14, tutta Como darà l’ultimo addio ad Alberto Botta. L’ex sindaco del capoluogo ha combattuto a lungo con una terribile malattia, ma venerdì sera, lui che amava tanto le sfide, ha perso la sua battaglia.
Alberto Botta ha ricoperto la carica di sindaco della città per due mandati successivi, dal 1994 al 2002. Il suo impegno politico ha sempre convissuto con la passione per lo sport, che lo ha condotto a diventare presidente

provinciale del Coni.
Si intrecciano, in queste ore, le testimonianze di tutti coloro che hanno lavorato accanto a lui, negli scranni dell’amministrazione comunale e sui campi sportivi.
«Con Alberto Botta ci lascia una persona schiva – sono le parole dell’attuale primo cittadino, Stefano Bruni – che evitava quanto potesse costituire un riconoscimento alla sua opera o al suo comportamento».
Lo stesso Bruni è stato assessore alle finanze durante il secondo mandato di Alberto Botta. «Per me è stata una persona decisiva – afferma oggi Bruni – se sono entrato in politica lo devo anche a lui. La sua figura ha impresso una rotta precisa alla mia stessa vita. Nella fase di emergenza seguita a “tangentopoli”, Alberto diede il meglio di sé, guidando con fermezza e risolutezza i primi anni della sua amministrazione».
L’attuale primo cittadino di Como ha parole anche per la storia recente. «Nonostante negli ultimi anni ci siano state tra noi alcune incomprensioni sfociate anche in ingiusti giudizi che mi hanno fatto soffrire, da parte mia non sono mai venute meno la stima e la gratitudine per un uomo che tanto ha dato per il bene comune e per la sua città».
«Il mio è il ricordo di sette anni di lavoro concreto – dice Paolo Mascetti, attuale vice-presidente della Provincia ed ex vice sindaco durante l’amministrazione Botta – Alberto ha sempre dimostrato una grande concretezza nel ragionamento. Le sue parole erano sempre meditate e dettavano la via da seguire».
Il ricordo di Paolo Mascetti corre agli ultimi giorni di quello che era prima di tutto un amico. «Lui era preparato – confida – L’ho visto poche settimane fa a una inaugurazione, era stato esplicito sulla sua malattia. Facendo una similitudine con lo sport, parlava di un incontro di scherma contro la malattia. Diceva: “Perderò, ma lotterò fino alla fine”».
Il ritratto che emerge dalle parole di chi ha condiviso con Botta parte della vita è tratteggiato con colori vivaci.
«Sono stato consigliere comunale durante il primo mandato e presidente del consiglio nel secondo – ricorda Sergio Gaddi, oggi assessore al Bilancio e alla cultura a Palazzo Cernezzi – Botta è stato il sindaco con cui ha avuto inizio la mia carriera politica. Lo ricordo come un uomo serio, rigoroso, rispettoso delle istituzioni. Mi piaceva la sua attenzione alla serietà e alla dignità dell’aula consiliare».
La passione di Alberto Botta per lo sport e per la politica hanno raggiunto ogni angolo del territorio lariano. «Era una persona molto legata al fare, alla progettualità – dice Tiziana Sala, sindaco di Cantù – Abbiamo attivato grazie a lui molti progetti volti a promuovere lo sport nelle scuole, vissuto nei suoi risvolti più educativi».
Istantanee dal passato. Lo sconforto nel presente. Il senatore lariano Alessio Butti è stato vice sindaco durante il primo mandato di Botta. «Venne indicato a sorpresa quale candidato del centrodestra, quando ci stavamo trasformando in Alleanza Nazionale – dichiara Butti – Fu il suo amico Mino Bruno a presentarlo a noi, come destra politica e agli amici di Forza Italia. Ricordo la prima riunione, che si tenne nel mio ufficio; lui arrivò immediatamente, in bicicletta, con un entusiasmo che ebbi modo di apprezzare per l’intero quadriennio successivo».
«Pochi giorni dopo – prosegue il senatore – Botta mi chiese se mi sarebbe piaciuto fare una gita con lui in montagna. Finimmo alla Colma sopra al monte Bollettone. Abbiamo affrontato insieme quella che, in trent’anni di storia, è stata la tornata amministrativa più intensa. Non dimentichiamo che la città, nel 1994, usciva da un anno di commissariamento».
«Come tutti gli uomini di sport amava le sfide ed era leale – conclude il senatore Alessio Butti – Alberto Botta era una persona elegante nel ragionamento, pur nelle sue asperità caratteriali. Era un uomo trasparente, semplice, genuino. Un vero comasco».

Marco Proserpio

Nella foto:
Alberto Botta, con la fascia di sindaco, a una manifestazione organizzata in città dagli alpini

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