Cronaca

L’addio al veleno dell’assessore. «In ballo un principio di dignità. Nel Pd ubriacatura di potere»

altLo aveva promesso e lo ha fatto. Gisella Introzzi si è dimessa da assessore dopo aver preso atto della decisione con cui il sindaco, Mario Lucini, le toglieva la delega al Personale.
«Di fronte agli attacchi che abbiamo subìto non ho mai fatto una piega e ho resistito. Nel momento in cui il sindaco, con una scelta legittima e che rispetto, ha ritenuto che il mio contributo non fosse necessario, ne ho preso atto».
L’impressione è che togliendo il disturbo lei abbia anche risolto un

problema al sindaco, che si ritrova con una voce critica in meno nella giunta. Non ci ha pensato?
«Può darsi che sia così. Ma credo di essere stata una voce critica e nello stesso tempo garbata e corretta. Penso di non aver disturbato quanto piuttosto di essere stata di aiuto».
Sarà, ma Lucini non ha fatto una piega. Il Pd voleva la testa dell’assessore Introzzi e così è stato.
«Il sindaco mi ha detto chiaramente che la sua scelta non è stata motivata dalla volontà di escludermi. Se ciò non fosse vero, allora probabilmente ho fatto bene ad andarmene».
Insisto. Il Pd la voleva fuori dall’esecutivo e ha ottenuto il massimo risultato. Lei esce mentre in giunta arriva il segretario provinciale dei Democratici.
«Il Pd si assume la responsabilità di aver spaccato la maggioranza che aveva eletto Lucini. In tutta questa vicenda ci starebbe bene anche una riflessione sulla forza e sulla debolezza delle liste civiche e sugli spazi che i partiti lasciano a chi vuole fare politica. Sicuramente, c’è in questo senso un’ubriacatura del Pd».
Lei era stata sostenuta da un gruppo ampio e molto eterogeneo. Pensa di averlo tradito o di aver tradito il mandato ricevuto?
«No, nessun tradimento. È vero, non ho completato il mio mandato, ma in ballo c’era un principio di dignità, che non è soltanto mia ma anche del mio gruppo. Non nascondo il senso di colpa per non aver terminato le cose avviate, ma non si poteva fare diversamente».
Che cosa non ha completato?
«Far partire la locomotiva è difficile, fermarla è molto più semplice. Purtroppo, ho lasciato in sospeso molti progetti. Dal regolamento sul suolo pubblico, bloccato da 16 anni, al completamento del mercato coperto, opera su cui avevo costruito ipotesi di gestione innovative. Alla riorganizzazione degli uffici e ad alcuni percorsi di formazione che mi auguro siano conclusi».

Da. C.

Nella foto:
Gisella Introzzi si è dimessa ieri da assessore del Comune di Como (Fkd)
11 Ott 2014

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