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«Adesso basta». Linea dura al Como

altCalcio – Dopo l’ennesima sconfitta, il pesante 0-3 di San Marino, la società non concederà più alibi ai giocatori. E chi non crede nel progetto sarà congedato
Rinnovata la fiducia a mister Paolucci. Pronta la lista dei partenti, che comprende Velardi e Cia
Una nuova batosta, sul campo dell’unica squadra che il Como era riuscito a battere sul suo terreno in questa stagione. E una classifica sempre più sconfortante, tenendo anche conto del fatto che domenica prossima gli azzurri osservano un turno di pausa e rischiano pure di essere scavalcati. A San Marino è arrivato uno 0-3 che pesa, anche perché, dopo la pausa per le feste di Natale e il lavoro svolto con calma a Orsenigo, ci si attendeva una reazione rispetto agli ultimi risultati non positivi, visto che ora ogni punto conquistato vale davvero oro.
Invece non è andata così e i tifosi – che finora hanno sempre avuto grande comprensione verso i dirigenti, l’allenatore e la squadra – adesso si stanno

arrabbiando per davvero. E la società, comunque varerà la “linea dura”.
Un termometro della situazione arriva, come sempre, dai social network e dal sito di Facebook “Quando il Como era il Como”, un riferimento per i sostenitori lariani.
Dopo lo stop nella terra del Titano sono cominciati ad apparire i post in cui si chiede il cambio dell’allenatore, cosa che non era successa finora. E c’è anche chi scrive che domenica prossima non andrà a vedere, per protesta, la partita amichevole contro il Sion, organizzata allo stadio Sinigaglia per sopperire al turno di riposo in campionato.
Un allenatore, Silvio Paolucci, che la società ha sempre difeso. «Abbiamo iniziato con lui e finiremo la stagione con lui» ha sempre detto il presidente Pietro Porro.
Certo è che in questo momento, con il mercato aperto e due settimane di pausa, è l’ora di prendere decisioni importanti. Che possono anche non riguardare il tecnico, come sottolinea Nino Balducci, opinionista di Etv.
«Più che mandare via l’allenatore – afferma – io dico che vanno cacciati i giocatori che non hanno voglia di giocare con il Como. È la fase, insomma, di lasciar perdere le credenziali e le caratteristiche tecniche, e di guardare a come si comportano i giocatori e se credono davvero a questo progetto. È inutile trattenere chi ha mostrato, con il suo atteggiamento, di non meritare di indossare la maglia azzurra».
Secondo Balducci, insomma, questa deve essere una fase di scrematura. «Esattamente – aggiunge – Mister Paolucci e i responsabili tecnici, Mauro Gibellini e Giovanni Dolci, si devono sedere attorno a un tavolo e devono stabilire chi deve far parte del gruppo e chi deve essere rimandato a casa. Non in tribuna, voglio proprio dire che chi non ci crede va congedato».
«C’è un gruppo di giocatori – aggiunge il giornalista di Etv – che non sta dando nulla e che però ha sulla carta importanti potenzialità. Ora non possono più essere aspettati. Che vengano ceduti, se non hanno voglia di dare tutto e di lottare».
Come detto, ci sono due settimane di riflessione, visto che domenica prossima il Como osserverà gli altri giocare. Il ritorno in campo sarà domenica 20, quando allo stadio Sinigaglia arriverà la Tritium, penultima in classifica, in quello che si configura – purtroppo – come uno scontro diretto nella lotta per non rimanere impelagati nei playout.
E la società non rimarrà comunque indifferente. Fonti del club lariano confermano la «massima fiducia» a mister Paolucci, con i citati Gibellini e Dolci che in questa fase gli staranno vicini per superare questo difficile momento.
Ma, allo stesso tempo, la parola d’ordine è «adesso basta, bisogna ritrovare la via maestra». Il concetto, tradotto, significa che – sulla falsariga del discorso di Nino Balducci – chi crede nel progetto rimane, chi non ci crede viene congedato. E comunque sarà linea dura. Per cominciare, una pesante multa colpirà il difensore Benvenga, che domenica scorsa a San Marino si è fatto espellere in panchina. Insomma, più disciplina e meno tolleranza verso un gruppo giovane. Ma l’inesperienza non verrà più considerata un alibi.
E poi lista di partenza per chi non ha spazio o per chi, appunto, può non essere convintissimo di rimanere a Como. L’elenco di chi è destinato a partire è già pronto anche perché in questo momento ci sono solo tre “intoccabili”, che sono i nuovi acquisti Marco Migliorini ed Ettore Mendicino e il difensore Cesare Ambrosini. Certo, piace anche l’abnegazione di gente come Andrea Ardito, di Francesco Lisi e dell’attaccante – poco utilizzato – Daniele Grandi, gente che nei – tanti o pochi – minuti in cui è stata inutilizzata, non si è mai tirata indietro.
Sicuro partente è il portiere Dan Twardzik, chiuso da Micai e Perucchini. Stessa sorte per l’esterno Simone Fautario: una scelta tecnica, visto che il mister gli preferisce, nello stesso ruolo, Daniele Donnarumma. Va verso il congedo il centrocampista Francesco Velardi, che è arrivato con grandi credenziali, ma finora ha deluso. E tra le “stelle”, o presunte tali, che potrebbero lasciare il Lario, c’è l’attaccante Michael Cia, che già all’ultimo mercato non aveva nascosto la delusione per non essere stato ceduto a una squadra di serie B e che ha dato l’impressione di non avere superato quell’amarezza. Se ci saranno le condizioni, insomma, si profila un suo congedo. Ma nel calderone potrebbero entrare anche altri nomi: chi non merita di giocare nel Como, insomma, non ci giocherà più per davvero.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Confermato
I tifosi su Internet lo criticano e, per la prima volta, c’è anche chi chiede il suo esonero: ma la società è dalla parte di mister Paolucci. Piuttosto, saranno ceduti quei giocatori che non rientrano nei piani del tecnico e che non hanno dimostrato di credere nel progetto del club lariano
8 gennaio 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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