Ladri in azione all’ospedale di Cantù. Rubati macchinari per 200mila euro

Colpo da 200mila euro all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù. Nel presidio brianzolo sono state rubate nove apparecchiature del reparto di endoscopia. Un furto analogo era stato messo a segno nel settembre scorso al Valduce di Como e altri episodi sono stati registrati in strutture sanitarie di altre province. L’ipotesi investigativa è che si tratti di furti su commissione. I macchinari potrebbero essere rivenduti all’estero.
La banda di ladri, quasi certamente più di uno, è entrata in azione nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso e ha preso di mira i locali dell’endoscopia, al secondo piano del padiglione centrale del presidio. Il colpo è avvenuto probabilmente attorno alle 18, dopo la conclusione delle attività della giornata, l’uscita di operatori e pazienti e la chiusura del reparto.
Gli apparecchi spariti dal reparto sono complessivamente nove per un valore totale di circa 200mila euro. Nel dettaglio, i ladri hanno rubato due videogastroscopi, un videoprocessore, un videocolonscopio e cinque fibrolaringoscopi, di cui uno pediatrico.
Ad accorgersi del colpo, nel tardo pomeriggio di mercoledì è stata un’infermiera che doveva riportare alcuni apparecchi da una sala operatoria ai locali dell’endoscopia. L’operatrice ha notato che una porta antincendio era stata forzata e ha dato l’allarme, facendo scattare i controlli e quindi l’intervento delle guardie interne dell’Asst Lariana e delle forze dell’ordine.
Le attività sanitarie non sono state interrotte. «Non ci sono problemi per i pazienti in lista – precisano dall’Asst Lariana – L’ospedale ha riorganizzato le attività e ha preso le misure necessarie per evitare di rinviare gli appuntamenti per gastroscopie e colonscopie e gli esami di ambito otorinolaringoiatrico».
Solo pochi mesi fa, nel settembre scorso, al Valduce di Como erano
stati rubati complessivamente 18 apparecchi di endoscopia digestiva e respiratoria, praticamente l’intera dotazione del reparto. Le indagini sono in corso e l’ipotesi è di furti su commissione di una banda specializzata.

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