L’affondo di Enrico Preziosi: «Dispiaciuto per il Como, ma il tessuto produttivo non si interessa al calcio»

Enrico Preziosi a Orsenigo

«Forse la partecipazione a una categoria dilettantistica potrebbe dare la giusta dimensione al Calcio Como». Parrebbe un’entrata in scivolata, figlia di qualche delusione passata, la dichiarazione di Enrico Preziosi, presidente della società lariana dal 1997 al 2003. Ma è lo stesso ex patron a sottolineare come non vi sia rancore nelle sue parole. «Sinceramente sono molto dispiaciuto per la triste sorte toccata al Como. Certo, fin dall’inizio di questa operazione potevano sorgere alcuni dubbi, ma ormai è tardi per recriminare. Lo ripeto, sono rammaricato. Va però detto che non si tratta quasi mai di un caso, quando accadono simili episodi. La città forse non ha vigilato a dovere, o forse a Como c’è un po’ di autolesionismo. In ogni caso ormai la situazione non è più recuperabile. Senza dimenticare che mai il territorio si è dimostrato attratto dal mondo del calcio», spiega Enrico Preziosi, che non si lascia scappare l’occasione per parlare del binomio «veramente molto complicato» tra la città e il calcio.

Preziosi allo stadio Sinigaglia

«Como e il suo tessuto produttivo non si interessano seriamente al mondo del calcio. Ma non solo, tendono a fare opposizione quando c’è qualcuno che cerca di impegnarsi. Io ho investito parecchi miliardi di allora e non sono certamente stato trattato bene», spiega Preziosi che, va ricordato, nel 2003 cedette il Como ad Aleardo Dall’Oglio con un accordo che prevedeva l’opzione di riscatto della società a favore di Enrico Preziosi, che però non esercitò. E così, dopo poco tempo, nessuno fu in grado di subentrare dal punto di vista economico. «Non ho mai ricevuto sostegno. Lo stadio Sinigaglia è sempre stato fatiscente (a lui si deve la definizione di stadio Frankenstein) e nonostante Como non sia certamente una città povera, non si è mai fatto avanti nessuno intenzionato a investire. La struttura del Sinigaglia è inadeguata, senza parcheggi adatti, senza attività collaterali e soprattutto è mancata la volontà di ammodernare l’impianto. Avevo dei progetti, ma naturalmente da soli non si può pensare di risolvere tutto», prosegue Enrico Preziosi.

Il passato dunque sembra aver lasciato dei segni nell’ex presidente del Como, che però ribadisce «la più assoluta tristezza nell’aver appreso quanto accaduto in riva al lago, dove ho trascorso parecchi anni. Mi spiace infine per i tifosi, anche se non sempre sono stati dalla mia parte. Non meritano però di vivere certi momenti e una simile delusione», chiude l’ex presidente azzurro.

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