L’aggressione al marito con il machete. Sequestrata una boccetta di sonnifero

altUna delle ipotesi è che l’uomo possa essere stato addormentato 

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(m.pv.) Avrebbe ammesso tutto. Con un lungo e interminabile pianto disperato, avrebbe ricostruito il suo piano per liberarsi di quel marito che – a suo dire – la vessava e la maltrattava da tempo. Compreso il sonnifero nel caffè per stordirlo e poter agire più facilmente. È stata interrogata ieri dal giudice delle indagini preliminari di Lecco la donna di Canzo arrestata con l’accusa di tentato omicidio del marito.

Felicia Antonietta Lombardo, 47 anni, ha risposto punto per punto a quanto chiesto dal gip. E non avrebbe nascosto le proprie responsabilità. Il suo intento era quello di liberarsi di quel marito che le aveva reso la vita impossibile. Per questo, nel pomeriggio avrebbe iniettato con una siringa – riempita per metà – il sonnifero nel caffè del marito. E poi, una volta addormentato il consorte, sarebbe scesa in giardino, si sarebbe armata del machete e avrebbe poi aggredito l’uomo. Il primo fendente sarebbe stato scagliato intorno alle 17, poi gli altri in rapida sequenza, quasi tutti al volto. L’uomo avrebbe tentato di reagire, brandendo un bastone che teneva vicino al letto senza comunque fermare la moglie, che l’avrebbe inseguito in più locali. Una dinamica che sarebbe confermata anche dalle tracce di sangue trovate un po’ dappertutto all’interno dell’appartamento di Canzo dove la famiglia vive. 

Solo in seguito sarebbe fuggita in auto, raggiungendo la sorella nel Lecchese per poi costituirsi ai carabinieri per raccontare quello che aveva fatto. Pare che la donna fosse sicura di aver ucciso il marito. Invece, una volta che i militari della stazione di Asso hanno fatto irruzione nell’appartamento, hanno trovato l’uomo ancora in vita, stordito, ferito e sanguinante ma ancora cosciente. Il soccorso immediato del 118 e l’operazione d’urgenza nella notte in ospedale hanno poi permesso di salvargli la vita. 
Il giudice, dopo aver sentito il racconto della moglie, ha confermato l’arresto e disposto la permanenza della stessa in carcere, motivando il tutto con il pericolo di fuga. 
La 47enne è assistita dall’avvocato Franca Peruzzi, del foro di Lecco. 
L’inchiesta non è però affatto finita. Perché i carabinieri vogliono vedere chiaro anche sul movente avanzato dalla donna, ovvero sul comportamento del marito e su queste presunte vessazioni che proseguivano da tempo. 
Le carte dell’interrogatorio arriveranno ora in Procura a Como dove il fascicolo verrà portato avanti per competenza. 
Come già scritto ieri, i carabinieri avrebbero già posto sotto sequestro la boccettina di sonnifero, il machete, un coltello e pure il bastone usato dal marito nel tentativo di difendersi dalla moglie.

Nella foto:
Le indagini sul tentato omicidio di Canzo, per il quale è stata arrestata la moglie del ferito, sono condotte congiuntamente dai carabinieri di Como e Lecco

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