Lago più “alto” in città per scongiurare la piena del Po

Il Consorzio dell’Adda chiude parzialmente le paratie a Olginate
«L’acqua che noi facciamo uscire dalle dighe rischia di “gonfiare” le zone in cui scorre il Po. Territori nei quali la gente ha paura. Perciò, visto che il nostro lago potrebbe salire ancora di 40 centimetri senza creare problemi, valutiamo anche questo elemento. Al contrario, se il Lario rischiasse seriamente di esondare in piazza Cavour, non guarderei in faccia nessuno».
Dighe aperte, ma non spalancate, e livello del lago sotto controllo. Per il momento, secondo il direttore del Consorzio dell’Adda, l’ingegner Luigi Bertoli, le piogge non preoccupano. Il Lario è infatti così “mansueto” da consentire al Consorzio di regolare le dighe pensando anche ai territori del Po dove, nelle ultime ore, il fiume più lungo d’Italia è un sorvegliato speciale.
La Protezione civile ha gli occhi puntati sul Po e su tutti i suoi affluenti: un’area sterminata, da Torino a Ferrara. Oltre 40mila chilometri quadrati. A Torino la piena è passata senza grossi danni, ma il livello di allerta resta alto. Le acque scaricate dal Lago di Como, a Olginate, nell’Adda non ingrosserebbero ovviamente il Po nel suo corso piemontese. Lo alimenterebbero invece da Pavia in poi, verso la foce.
Mai come in queste ore, il ruolo di chi, come il Consorzio dell’Adda, regola i livelli delle acque è delicatissimo. Prima la Lunigiana, poi Genova. E ancora: Napoli, Elba, Torino. L’acqua fa paura. Anche l’apertura delle dighe a valle del Lario contribuisce a gonfiare il Po. Perciò Bertoli e il Consorzio, nelle ore in cui tutti i territori affacciati sul grande fiume della Pianura Padana temono la piena, evitano di scaricare troppa acqua in direzione Sud. E possono farlo perché, per ora, il Lario è mansueto.
«Le dighe sono aperte per circa tre quarti della loro possibilità – dice Luigi Bertoli – Ovviamente, ciò impedisce al livello del lago di alzarsi eccessivamente. A ogni modo, abbiamo calcolato che se non avessimo aperto le dighe il lago sarebbe cresciuto di 7,8 centimetri in più». Ieri pomeriggio il Lario, in piazza Cavour, era a quota 67 centimetri, 53 sotto il livello di esondazione (fissato a 120 centimetri). Nelle ultime 6 ore rilevate (11-17), a Malgrate l’andamento dell’altezza e del deflusso era costante, mentre quella dell’afflusso in leggero calo.
Sempre a Malgrate, negli ultimi 3 giorni il lago è salito di qualche centimetro, da 57,9 a 62,2.
«Da noi non ha piovuto molto, rispetto a quanto accaduto in altre regioni. La situazione è gestibile. Non sarebbe nemmeno saggio – conclude Bertoli – mandare troppa acqua in direzione del Po, vista la situazione d’allerta. Certo è che, se il Lario stesse per esondare in piazza, farei innanzitutto gli interessi di Como».

Andrea Bambace

Nella foto:
Ieri il livello del Lago in città era ancora abbondantemente al di sotto della soglia di pericolo per l’esondazione (foto Fkd)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.