«Ai ragazzi bisogna spiegare i pericoli del mondo virtuale»

alt L’incontro sul cyberbullismo con l’associazione “Icaro ce l’ha fatta”
L’esperto: «I nostri figli subiscono situazioni spiacevoli ma spesso non ne parlano»
Stare al fianco dei ragazzi per fornire loro l’aiuto necessario a comprendere ed evitare i pericoli che nascono dal web. È questo il messaggio lanciato dalla onlus “Icaro ce l’ha fatta”, l’associazione che da tre anni cerca di sensibilizzare i più giovani sui rischi che corrono quando navigano in Internet, gestiscono le loro amicizie nei social network o condividono filmati con i loro smartphone.
Mercoledì sera al cinema “Astra” di via Giulio Cesare si è tenuto un incontro tra i volontari

dell’associazione e i genitori dei ragazzi dell’oratorio di San Bartolomeo.
L’evento, che fa parte del progetto “Cyberbullo! Non alzare la? Grest!”, ha visto anche la collaborazione dell’azienda Sophos, che si occupa di sicurezza informatica.
Corrado Lonati, presidente di “Icaro ce l’ha fatta”, ha sottolineato il ruolo fondamentale che gli adulti hanno nell’accompagnare, anche nel mondo di Internet, i ragazzi.
«Come diciamo ai nostri figli di fare attenzione quando escono di casa, allo stesso modo dobbiamo assicurarci del fatto che si comportino con cautela nella realtà virtuale – ha detto Lonati – Durante i nostri incontri abbiamo parlato con 1.256 ragazzi e 390 genitori, raccogliendo le loro testimonianze e le loro esperienze. Il 54% dei giovani ha dichiarato di non aver impostato alcuna restrizione per l’accesso ai propri dati sui social network e un ragazzo su quattro ha ammesso di aver pubblicato in rete cose false sugli altri. Ben 72 hanno raccontato di aver subito minacce su Internet. I nostri figli vivono e subiscono situazioni spiacevoli, ma molto spesso non ne parlano. Cercano sul web le soluzioni ai problemi che trovano sulla rete. Ma è come chiedere ai ladri di proteggerci da altri ladri».
Ai sette incontri che si sono tenuti con i ragazzi ha partecipato anche Giuseppe Napoli, psicologo e psicoterapeuta, che ha affrontato con loro tre problematiche che riguardano da vicino i più giovani: cyberbullismo, cura dell’identità digitale e gestione delle emozioni in rete.
«Partendo da questi tre temi, la discussione si è poi allargata a tante altre questioni – ha spiegato Napoli – portando i ragazzi a riflessioni molto importanti e profonde».
Il problema del bullismo è presente da molti anni, ma la differenza è che oggi i ragazzi sono sempre connessi alla rete e ai social network, dunque sono sempre sotto attacco.
Negli ultimi anni smartphone e tablet sono stati tra i prodotti più venduti, e spesso, in occasione del Natale, vengono regalati anche a bambini di 8 o 9 anni. Come ha ricordato Lonati, «l’accesso alle informazioni dà potere, il modo in cui le usiamo ci definisce come persone».
È importante, allora, seguire e fornire il supporto giusto perché le nuove tecnologie vengano utilizzate correttamente.
«Il valore aggiunto della rete – ha poi affermato il presidente dell’associazione “Icaro ce l’ha fatta” – si può riassumere in tre parole: imparare, creare e condividere. Il punto di partenza è avere consapevolezza delle infinite potenzialità del web e dei pericoli che si possono incontrare. Vogliamo che i ragazzi usino queste opportunità nel miglior modo possibile».

Marco Demicheli

Nella foto:
Tra computer, cellulari e tablet, molti giovani trascorrono gran parte del loro tempo libero connessi alla rete

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