«Aiuto, aiuto». Ma era già troppo tardi

altDistrutta una famiglia di cinque figli
«Aiuto, aiuto». Urla strazianti che hanno tagliato il pomeriggio estivo di Carugo. Pare che non fosse la prima volta che madre e figlio litigassero, ma questa volta le grida erano diverse, disperate. I vicini non hanno esitato a chiedere a loro volta aiuto, allertando i carabinieri.
Tutto inutile. Non è bastato ad evitare la tragedia.
Una storia che sconvolge una intera famiglia e chi la conosceva.
Marito e moglie, cinque figli, il più piccolo di appena 13 anni, la più grande

partita proprio ieri per le vacanze in Liguria, a Lavagna. Lei con i suoi figli piccoli, i nipotini di Mariangela. Hanno fatto appena in tempo a vedere il mare per poi sentir squillare il cellulare, per una chiamata cui nessuno al mondo vorrebbe rispondere.
Il piccolino della famiglia era invece all’oratorio, e ieri spezzava il cuore vedere l’amore del padre (stravolto ed appoggiato ad un palo del cancello di casa, per non cadere vinto dall’emozione) nell’accudirlo e nel proteggerlo. Aprendo anche il portellone della macchina per sedersi all’interno del baule proprio con il figlio, scambiandosi attimi di sofferenza e intimità, tra le lacrime e gli abbracci.
Quello che è avvenuto a Carugo, in un anonimo venerdì d’agosto, è uno squarcio profondo nella vita e nella storia di una famiglia, di quelli che non si possono suturare nemmeno con il tempo.
Ora toccherà a Marcello, 22 anni compiuti da pochi giorni, cercare di raccontare cosa sia successo nella sua mente in quei minuti fatali.
Perché quando cala la sera, su Carugo, con le “gazzelle” dei carabinieri ancora sul posto e il magistrato della Procura nel ventre della casa della tragedia, le domande sono ancora troppe. Tutte senza risposta.

Nella foto:
L’arrivo a Carugo del magistrato Massimo Astori a cui è affidata l’indagine sull’omicidio

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