«Aiutò i killer», ma è innocente

 

alt Un 30enne albanese di Cantù
(m.pv.) Assolto dalla pesante accusa di aver «aiutato gli autori» dell’omicidio di Eduard Cumi, 28 anni di Abbiategrasso, ucciso da 10 proiettili di pistola il 29 giugno del 2009 a Lentate sul Seveso. Dopo tre mesi di carcere e una lunga vicenda giudiziaria, un imbianchino albanese di Cantù, Romeo Haxhiraj – 30 anni, difeso dall’avvocato Claudio Vassallo – ha visto riconosciuta la propria innocenza dai giudici del tribunale di Desio. Quella sera, due gruppi di albanesi si scontrarono fuori da un pub con tanto di pistole. Nella sparatoria rimase ucciso Eduard Cumi, raggiunto da 10 colpi e morto per dissanguamento. Altre 3 proiettili colpirono un secondo albanese rivale, poi caricato su una Lancia Lybra con cui la banda si diede alla fuga. L’auto fu poi bruciata a Seregno. Poco prima della

sparatoria, Haxhiraj si era recato a denunciare il furto proprio della sua Lancia Lybra. Tanto bastò per puntare i fari della vicenda sull’albanese di Cantù, sospettato anche di «aver affermato falsamente di aver subito il furto dell’auto», e questo allo scopo di «eludere le investigazioni». Il processo ha però stabilito tutt’altro: quando avvenne l’omicidio, l’imbianchino era in oratorio ad assistere ad una partita di calcio (con tanto di testimoni); inoltre, dalle indagini non è emersa alcuna conoscenza o contatto con le bande di albanesi protagoniste della sparatoria e, infine, non c’è nemmeno la certezza che l’auto bruciata – seppur uguale nel modello – fosse davvero di Haxhiraj. Che, dunque, è stato assolto. Ora con l’avvocato Vassallo potrà valutare un eventuale risarcimento del danno per l’ingiusta detenzione di tre mesi.

Nella foto:
L’omicidio avvenne a Lentate sul Seveso

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