Cronaca

L’allarme della Cisl: metalmeccanico in forte difficoltà

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Lavoro e crisi
L’affitto di rami d’azienda ha “salvato” per il momento qualche decina di posti

Anche a Como la crisi economica continua a bussare alle porte delle imprese. Lo ha detto in modo chiaro la Cisl che ieri ha convocato una conferenza stampa nella sede di via Brambilla.
Alberto Zappa, segretario dei metalmeccanici (Fim), e Gloria Paolini, della segreteria confederale, hanno illustrato le gravi difficoltà economiche che le imprese del settore stanno attraversando. I due sindacalisti hanno parlato di casi specifici: la canturina Eleca, produttrice di impianti elettrici, per la

quale è già stata depositata l’istanza di fallimento; la Anors, con sede a Figino Serenza e impegnata nella produzione di costruzioni d’acciaio a uso industriale e civile; e infine la Chibro, fondata a Montano Lucino nel 1946, che sta vivendo il periodo più drammatico della sua storia in quanto è in regime di procedura concorsuale e, da maggio, non può più anticipare ai lavoratori le indennità previste dalla cassa straordinaria. La procedura concorsuale, prevista dal concordato in continuità, prevede che il Tribunale nomini un commissario, a cui viene affidato il compito di portare avanti l’operatività dell’impresa e far quadrare i conti. Ciò può avvenire soltanto dopo il voto favorevole espresso a maggioranza dal gruppo dei creditori di quella determinata impresa. Per questo motivo, un centinaio di dipendenti della Chibro non sa ancora se riceverà lo stipendio di giugno o addirittura la tredicesima.
«Per quasi 800 operai – il totale dei lavoratori di queste aziende – significa vivere al limite della sopravvivenza», ha detto il segretario della Fim. Mentre Gloria Paolini ha fornito un altro dato allarmante: «A Como, nell’ultimo periodo del 2012, il ricorso alla cassa integrazione straordinaria da parte di imprese vicine alla cessazione è aumentato del 40%».
Le altre due realtà di cui si è parlato sono state l’acciaieria Isotta Fraschini di Dongo e la Polti di Bulgarograsso, tra le poche che riescono a mantenere i livelli occupazionali grazie alle commissioni provenienti dall’estero.
Ricorrendo al cosiddetto affitto di ramo d’azienda, alla Anors sono stati reinseriti 20 dipendenti. Anche alla Chibro, 41 lavoratori hanno ritrovato il loro posto dopo l’acquisizione degli stabilimenti e dei macchinari da parte della Ilta Inox del gruppo Arvedi. «I problemi della Chibro – hanno detto i sindacalisti – sono dovuti sia alla crisi economica generale ma anche a scelte che noi, in passato, non abbiamo condiviso».
Nel frattempo, la ditta è stata affidata al commissario Giuseppe Fasana, al quale spetta la responsabilità di sistemare i conti e pagare i lavoratori. Situazione non certo facile da risolvere, ma con i 3,5 milioni di euro incassati dalle vendite immobiliari e dagli affitti di ramo d’azienda, i due sindacalisti auspicano che «vengano presto sbloccati e utilizzati per il pagamento degli stipendi di giugno, circa 1.500 euro a testa».

Giorgia Amarotti

Nella foto:
Gloria Paolini
28 giugno 2013

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