Il fumo fa male. Anche quello “elettronico”. Lo ribadisce con dovizia di particolari Claudio Sorino, pneumologo del Sant’Anna e presidente dell’associazione Predicare (Prevenzione, Diagnosi e Cura delle Affezioni Respiratorie).«Il primo errore da non commettere – dice – è generalizzare. Distinguiamo quindi tra sigarette elettroniche (abbreviate in e-cig) e sigarette senza fumo».Le prime scaldano una soluzione per creare un vapore aromatizzato che poi viene inalato. Le altre, invece, sono una via di mezzo tra sigaretta tradizionale ed elettronica. Si tratta di una “penna” a batteria in cui si inserisce uno stick di tabacco vero e proprio che viene riscaldato a 350 gradi ma non combusto.«Alcune e-cig in commercio contengono nicotina, altre no – dice Sorino – Ma in entrambi i casi, il vapore inalato comprende tante sostanze note per essere tossiche o il cui riscaldamento può̀ produrre potenziali cancerogeni. Alcune sostanze dannose prodotte dalle e-cig addirittura non sono presenti nelle sigarette tradizionali, come ad esempio il gliossale». È vero che il numero e il livello degli elementi nocivi è mediamente più basso rispetto alle sigarette tradizionali, ma ciò non significa che siano meno pericolose.«Le sigarette elettroniche possono infatti contribuire all’infiammazione bronchiale e il loro effetto a lungo termine è imprevedibile. Sebbene in circostanze non ancora del tutto chiare, l’uso di e-cig è stato recentemente associato allo sviluppo di una malattia polmonare estremamente grave che ha portato al decesso un giovane statunitense. Ancor più preoccupante è il rischio che le sigarette elettroniche siano “elaborate” e usate per inalare mix di sostanze, tra cui derivati di cannabis o hashish». Sia la e-cig con nicotina sia le sigarette senza fumo provocano dipendenza, conclude Sorino, «l’unico consiglio valido è di non iniziare a fumare né tantomeno svapare».
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