«Alle elezioni andremo da soli». Maroni conferma ai militanti le decisioni del vertice regionale

Venerdì sera il comizio a Canzo
«Penso che la Lega Nord debba andare da sola alle elezioni. Se andiamo da soli possiamo vincere le amministrative, perché noi siamo l’unico movimento politico che può dare oggi una risposta vera ai bisogni del Nord».
Mentre il direttivo della Lega sanciva in modo formale la decisione di rompere l’alleanza con il Pdl in tutta la Lombardia, Roberto Maroni confermava a Canzo, durante un comizio organizzato venerdì sera, la scelta di spezzare il cosiddetto asse del Nord, l’alleanza che
negli anni scorsi ha garantito al centrodestra di vincere quasi ovunque sopra il Po.
Sul palco di Merone, attorniato dai deputati comaschi Nicola Molteni ed Erica Rivolta e dal consigliere regionale Dario Bianchi, l’ex titolare del Viminale ha ribadito in modo inequivocabile il cambio di strategia del movimento leghista.
«Bossi ha chiesto a Berlusconi di far cadere il governo ma il Pdl è andato dall’altra parte rispetto a noi. Ne prendiamo atto ma nessuno pretenda, stando in maggioranza, che la Lega sia il cagnolino al guinzaglio pronta a dire di sì. Noi siamo all’opposizione, il Pdl è in maggioranza. Vuol dire che abbiamo preso strade diverse».
Da soli, quindi, alle amministrative. È la parola d’ordine rilanciata da Maroni anche a Merone.
Questo significa che il Carroccio avrà propri candidati sindaci a Como, Cantù ed Erba, città in cui negli ultimi anni ha governato con il partito di Berlusconi. «Siamo stati al governo con il Pdl e io non rinnego questa esperienza – detto Maroni parlando dal palco di Canzo – Adesso, però, le strade si sono divise e non perché l’abbiamo deciso noi, non per colpa nostra. Qualcuno si chiede adesso che cosa fare, se sia possibile perdere qualora andassimo da soli al voto. Io preferisco avere sindaci della Lega al 100%, magari qualcuno in meno, piuttosto che strane alleanze. Abbiamo la possibilità di mostrare ciò di cui siamo capaci, abbiamo la possibilità di parlare ai nostri cittadini, di dire che la Lega è l’unico partito, l’unico movimento che ha la ricetta giusta per i bisogni del Nord».
Un appello in grande stile ai militanti, sconcertati nelle ultime settimane per le divisioni interne che hanno visto lo stesso Maroni contrapposto al cosiddetto cerchio magico, il gruppo di dirigenti più vicino a Umberto Bossi.
«In questo momento bisogna avere coraggio – ha insistito l’ex ministro – e non paura. Bisogna avere il cuore caldo per parlare ai cittadini e lanciare una grande sfida: diventare il primo partito del Nord».
Intervistato prima di iniziare il comizio, all’arrivo a Canzo, Maroni ha anche parlato della questione articolo 18, riforma di cui si discute molto.
«La riforma del lavoro non si fa con l’abolizione dell’articolo 18 – ha detto – La riforma del lavoro c’è già ed è la Legge Biagi. Bisogna dare lavoro ai giovani. I dati sull’occupazione sono drammatici, i peggiori dal 2004. Bisogna insistere non per rendere più facili i licenziamenti ma per rendere più facili le assunzioni soprattutto dei giovani».

Nella foto:
L’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni

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