Cronaca

«Alle famiglie in difficoltà abbiamo dato 700mila euro»

altL’incontro con i giornalisti – Ieri mattina al Centro Cardinal Ferrari di Como il tradizionale appuntamento per la festa di San Francesco di Sales
Il vescovo Coletti preoccupato per il crollo della partecipazione: «La democrazia è in pericolo»
«Ci sono famiglie in situazioni difficili o drammatiche e dobbiamo combattere la crisi facendo tutti gli sforzi possibili. Tuttavia, finché la crisi persiste, dobbiamo almeno farla “fruttare” al massimo, imparando a essere solidali, come già vedo fare a tanti. Nelle visite pastorali ho toccato con mano esperienze di

santità diffusa e commovente, soprattutto nell’assistenza ai malati».
Ieri la ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, come di consueto è stata l’occasione per il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, per un incontro con la stampa locale al Centro Cardinal Ferrari.
Inevitabile il riferimento alla prolungata crisi economica e alle conseguenze dirette per centinaia di famiglie, anche nella diocesi lariana.
«Le famiglie stanno sviluppando spazi di condivisione e solidarietà e veri e propri esempi di santità – ha detto monsignor Coletti – Certo, non vale per tutti. L’esito di questa situazione è anche un accumulo di rabbia ed esasperazione, in parte comprensibili. Davanti a comportamenti gravemente scandalosi, sempre e tanto più in un momento come questo, la rabbia c’è. Purtroppo, il rischio di forti tensioni sociali è reale e tutti dobbiamo fare un lavoro buono per così dire di bonifica, non moralistica, ma con interventi che mordano sulla realtà della sofferenza della gente, evitando il peggio».
Il vescovo di Como ha ricordato come, nel secolo scorso, l’esito “malato” della rivoluzione industriale e di un crollo verticale della partecipazione alla vita pubblica siano stati conflitti di portata mondiale. «Non dobbiamo arrivare alla morte della democrazia – ha sottolineato monsignor Coletti – Non voglio creare allarmismi, ma credo che sia importante tenere presente la necessità di far prevalere la solidarietà, la partecipazione, l’assunzione di responsabilità».
Tra gli interventi concreti messi in campo dalla Diocesi di Como per fronteggiare la crisi, il vescovo ha ricordato il Fondo di solidarietà. Stando agli ultimi bilanci, sono stati erogati oltre 700mila euro a circa 700 famiglie in difficoltà. E monsignor Coletti non ha trattenuto una frecciata in riferimento a questioni di strettissima attualità. «Certo – ha detto – se guardiamo le cifre del Monte dei Paschi di Siena o quelle scandalose di alcuni trattamenti di fine rapporto di certi super manager, quelli erogati dal Fondo di solidarietà sembrano spiccioli. Comunque, è stato fatto tanto e nel prossimo futuro ci sarà anche un’evoluzione ulteriore degli interventi nell’ambito del fondo».
Riprendendo alcune riflessioni fatte in occasione del Te Deum del 31 dicembre scorso e in riferimento anche alla campagna elettorale ormai in pieno svolgimento, il vescovo ha ribadito le sue preoccupazioni. «La situazione culturale è preoccupante e ci sono squilibri gravi – ha detto – Si tratta di considerazioni radicali e sarebbe ingenuo sperare in un cambiamento rapido, tanto più nell’ambito di una campagna elettorale. Non ci siamo ancora. Non è cattiveria dei singoli, ma è il clima culturale. Il modo in cui si affrontano i problemi è segnato da squilibri e, prima che si arrivi a ovviare a questi squilibri e correggerli ci vorrà tempo, lungimiranza e buona volontà».
Nicolò Rusca
L’incontro con la stampa è stato anche l’occasione per ribadire l’importanza di un evento senza precedenti che sarà celebrato dall’intera Diocesi il prossimo 21 aprile: la beatificazione dell’arciprete Nicolò Rusca, morto nel 1618. L’itinerario per raggiungere l’importante traguardo è durato oltre un secolo.
«La cerimonia di beatificazione non avviene a Roma ma a livello diocesano e per Como è la prima volta – ha spiegato monsignor Saverio Xeres – È un evento importante e di grande significato. L’arciprete Rusca è morto al termine di un processo iniquo per un accanimento della tortura. È morto per mano di un gruppo di giovani protestanti radicali i quali hanno ucciso un uomo mite, saggio e retto». Un gruppo, ha specificato lo studioso, che non rappresenta ovviamente il movimento riformato nel suo complesso. «La santità di Cristo che risplende in Nicolò Rusca – ha aggiunto – ci auguriamo possa essere d’aiuto alla riunificazione di tutte le sue “pecorelle” in un solo gregge».
In vista della beatificazione, la Diocesi organizza una serie di iniziative. Le informazioni aggiornate sono pubblicate su un’apposita pagina Internet accessibile dal sito www.diocesidicomo.it.

Anna Campaniello

Nella foto:
Il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti, insieme con monsignor Saverio Xeres durante la conferenza stampa di ieri mattina organizzata per la festa dei giornalisti
25 gennaio 2013

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