Elezioni 2012

«Almeno ora tornerò ad amare la neve»

Stefano Molinari – Pdl
«Quantomeno, in inverno tornerò ad amare la neve». Stefano Molinari (nella foto), ultimo assessore ai Lavori pubblici per il Pdl, inizia la riflessione sulla concreta possibilità di restare escluso dal consiglio comunale con una battuta fulminante. Evidentemente, nel turbine delle polemiche invernali per le strade e i marciapiedi imbiancati, Molinari deve essere proprio arrivato a odiare i fiocchi bianchi.
Oggi, comunque, alla luce della sconfitta del Pdl al primo turno e delle sole
99 preferenze personali raccolte, Stefano Molinari è un ex amministratore (aspettando il ballottaggio). E può analizzare i tre anni passati a gestire i lavori pubblici.
«Nonostante l’esito del voto, sono comunque contento di aver fatto l’assessore, è stata un’esperienza positiva. Ci ho messo il massimo impegno e mi sono messo a completa disposizione della città. Credo anche di aver dato qualche input positivo al settore». Fin qui, le note liete. Poi, quelle più amare.
«Non nascondo che pensavo di prendere più voti personali, di arrivare almeno a quota 150 – ammette Molinari – Ho chiaramente pagato il fatto di non avere avuto i soldi a disposizione per sistemare le strade, i marciapiedi, l’illuminazione pubblica e tutte le cose che il cittadino vede ogni giorno ad ogni angolo della città».
Insiste molto, Molinari, sulla carenza di fondi per rispondere alle esigenze più urgenti dei comaschi. «Il punto – sottolinea l’ex assessore ai Lavori pubblici – è che se una scuola ha problemi, se ne accorge chi frequenta quell’istituto. Le buche nelle strade, invece, giusto per fare un esempio, toccano tutti. E se soltanto avessi potuto impiegare gli 830mila euro necessari per sistemare gli asfalti, forse le cose sarebbero andate diversamente. Così come se fossi riuscito a fare la gara d’appalto per l’illuminazione, bloccata invece da infinite noie burocratiche».
Secondo Molinari, «l’assessorato ai Lavori pubblici rende molta visibilità, ma alla fine non paga in termini di consenso. D’altronde – osserva l’ex assessore con un pizzico di pepe – anche il mio predecessore, Fulvio Caradonna, venne ripescato nel 2007».
Sull’esito finale del voto, Molinari dice di «credere nella rimonta». «E comunque – conclude – i comaschi dovranno decidere tra chi ha governato e il modello-Pisapia di Milano. Qui, poi, sono certo che Lucini non saprà gestire la maggioranza di sinistra che le urne gli hanno consegnato».

Emanuele Caso

10 maggio 2012

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