L’americana nel baule uccisa dal giovane marito che poi si diede alla fuga

Il delitto di Moltrasio

Il 9 giugno 1910, un gruppo di pescatori a bordo di una “Lucia” da Carate verso Moltrasio rinviene un baule. Contiene il cadavere di una donna dall’apparente età di 35-40 anni. Quello di un’attrice americana divorziata, Mary Scott, in soggiorno a Moltrasio con il nuovo marito Porter Charlton, appena 21enne. Al momento del rinvenimento del corpo, questi si sta imbarcando a Genova su un piroscafo tedesco alla volta dell’America. Una volta giunto nel porto di New York, viene arrestato.
Il tutto inizia due mesi prima quando la

coppia, sposata da poco, arriva sul Lario proveniente da New York e diretta a Francoforte. Dove lui avrebbe dovuto lavorare in banca. Affittano Villa Legnazzi di Moltrasio, dove conducono vita riservata, evitando di farsi vedere in pubblico e alimentando così i pettegolezzi di paese, vista la loro differenza di età. A non placare le malelingue, si aggiunge la presenza di un interprete, Konstantin Ispolatov, russo in pensione. È una coppia litigiosa, pare anche per il vizio dell’alcol di lui, che si dice bevesse un grosso bicchiere di rhum come aperitivo. La tragedia si consuma nella notte tra il 5 ed il 6 giugno, quando Mary viene assassinata. Nella notte seguente, tra il 6 e il 7 giugno, Porter trascina il baule con il cadavere della moglie fino al molo e lo fa inabissare nel lago. In realtà i sommozzatori sono alla ricerca dei corpi dei due coniugi: Ispolatov è sospettato di duplice omicidio. Ma risulta del tutto estraneo ai fatti: lo scagiona lo stesso Charlton dopo l’arresto.

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