Categories: Cronaca

L’amico lo accusa di spacciare marijuana: «Non è credibile». E il Tribunale lo assolve

Assolto perché il fatto non sussiste. La decisione è stata presa ieri mattina dal Collegio di Como, a conclusione di un processo che aveva visto come imputato un 23enne di Rebbio, di origine marocchina, accusato da un amico italiano di avergli ceduto 100 grammi di marijuana a 800 euro e di averlo poi minacciato più volte per riavere i soldi indietro. Una vicenda che era apparsa subito controversa per le posizioni diametralmente all’opposto da parte dell’accusatore e dell’accusato. La presunta vittima aveva infatti affermato che la droga – ceduta dal 23enne – aveva “aperto” un debito che poi la parte offesa aveva cercato di saldare in tutti i modi, rivendendo apparecchiature elettroniche della sorella, macchine fotografiche fino a prestarsi (da minorenne e con la propria ragazza) a un atto sessuale in un Motel della Bassa Comasca pagato 500 euro da un ricco “guardone”. Il 23enne (assistito dall’avvocato Francesca Binaghi) ha sostenuto invece di non aver mai ceduto la droga, che quel debito la parte lesa se l’era procurato da sola, di non aver mai fumato in vita sua e di aver schiaffeggiato una volta l’amico ma per tutt’altre questioni. «Perché mi avrebbe incolpato? Perché sono marocchino e straniero, era tutto molto credibile», aveva detto. E ieri, in aula, sono arrivate le conclusioni. La pubblica accusa ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione, definendo il 23enne il «perfetto prototipo dello spacciatore, colui che non beve, non fuma, è sempre lucido ma che ben conosce le dinamiche di chi spaccia». L’avvocato Binaghi ha invece attaccato duramente la presunta parte lesa, definendola un ragazzo che «ha pensato a difendere solo se stesso incolpando l’amico che era il perfetto colpevole, straniero e pure residente in un quartiere come Rebbio che tutti sappiamo essere problematico». «Chi ci accusa non è attendibile – ha concluso il legale – È un bugiardo ma è anche furbo. Così, ogni volta che rischiava di cadere in contraddizione, ha risposto alle domande con un bel “non ricordo”. Per questo motivo chiedo l’assoluzione». E il Collegio di Como ha poi accolto le richieste della difesa assolvendo il 23enne «perché il fatto non sussiste».

Redazione

Share
Published by
Redazione

Recent Posts

Parcheggio sotto casa, da oggi è vietato | Davanti al tuo cancello non puoi più metterla: lo stop è UFFICIALE

Il concetto di passo carrabile è ben definito: si tratta di un accesso che permette…

1 mese ago

La chiamano la “città degli anziani” | Il record italiano è tutto suo: qui i giovani sono rari come quadrifogli

Genova, una delle città portuali più storiche e affascinanti d'Italia, si trova al centro di…

1 mese ago

Google Maps, la nuova funzione ti svolta la vita | Ma funziona solo su questi telefoni: tutti gli altri si attaccano al tram

Ritrovare l'auto in un parcheggio affollato o in una città sconosciuta può essere un vero…

1 mese ago

Macchie della pelle, ho scoperto un trucco fenomenale | Altro che creme e prodotti: tutto il necessario ce l’avevo in casa

Macchie della pelle, ho scoperto un trucco fenomenale | Altro che creme e prodotti: tutto…

1 mese ago

Alcol test, se sei sobrio ti danno un premio | Cena gratis e tanti complimenti: scatta l’incentivo “Guida sicura”

Alcol test, se sei sobrio ti danno un premio | Cena gratis e tanti complimenti:…

1 mese ago

Assegno Unico 2026: gli importi sono stati aggiornati | Cosa cambierà per le famiglie italiane

Assegno Unico 2026: gli importi sono stati aggiornati | Cosa cambierà per le famiglie italiane…

1 mese ago