«Ammazzano donne e bambini. È un massacro»

Safwat el Sisi

«Ho chiamato al telefono alcuni miei nipoti, l’altro giorno erano in piazza e hanno camminato sul cadavere dei loro fratelli». Safwat el Sisi, rappresentante della comunità islamica di via Pino a Como, racconta con toni drammatici quanto accade oggi in Egitto, Paese nel quale è nato. El Sisi non nasconde di parteggiare per la fazione dei Fratelli Musulmani, ma si mostra sconvolto per l’eccidio di civili. «Sono stati assassinati anche donne e bambini, bruciate moschee e ospedali».
L’accusa, in toni forti, è contro i militari. «Hanno rovesciato

il legittimo governo di Morsi con un colpo di Stato. Per la prima volta l’Egitto aveva un presidente eletto dal popolo, ed è stato cacciato via con le armi».
El Sisi ha pochi dubbi anche sulle intemperanze e gli estremismi degli islamisti: «I Fratelli Musulmani non esprimono idee radicali, sono anzi moderati. Vogliono giustizia». E quando si parla di sharia taglia corto: «Nessuno decide per noi».

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