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L’Ance ferma tutti i cantieri e dona agli ospedali

«Avevamo imprese che stavano ristrutturando appartamenti di persone anziane, sono state le prime a fermare i lavori. Le situazioni di molti cantieri non consentono di garantire la sicurezza delle persone, così, indipendentemente da quelle che saranno le decisioni del governo abbiamo fatto la scelta di cessare ogni attività». È il presidente di Ance Como, l’associazione dei Costruttori Edili della provincia, a comunicare la scelta fatta per la salute di collaboratori e committenti.«È un’azione di responsabilità sociale – dice il presidente Francesco Molteni – perché l’impresa ha anche una funzione sociale. E, in un momento così drammatico, non possiamo tirarci indietro, per il bene dei nostri dipendenti e della collettività».«In un rapido sondaggio della nostra associazione fatto in una giornata tra le imprese iscritte – dice ancora il presidente – abbiamo ottenuto centinaia di risposte che al 99% confermano questa scelta. Non era un esito scontato, soprattutto considerando il fatto che il settore in crisi da 12 anni vede molte aziende ancora in grande difficoltà». Sono naturalmente escluse dal provvedimento le cosiddette “opere strategiche” come le strade, i tunnel i ponti e la messa in sicurezza di edifici e terreni.«La nostra realtà è fatta di imprese di medio-piccole dimensioni – dice ancora Molteni – Il settore oggi vive al 95% su ristrutturazioni, che verranno tutte sospese. Attendendo che il governo stabilisca le indispensabili coperture, noi ci fermiamo per fermare il virus…».Gli edili dimostrano anche di avere un grande cuore, tanto che Ance Como donerà 60mila euro a tre strutture sanitarie del territorio (20mila euro ciascuna): Valduce, Sant’Anna e Fatebenefratelli.«È giusto che, in quest’emergenza straordinaria, l’associazione dia un sostegno concreto e dimostri grande senso di responsabilità» afferma Molteni.Sulla stessa linea di rispetto assoluto delle norme sanitarie si è espresso ieri anche il presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia, Mauro Volontè. «A tutela della salute della collettività – scrive – tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo per ridurre la diffusione del contagio dimostrando, con profonda responsabilità, senso civico nel rispettare le indicazioni fornite dalle autorità sanitarie».

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