L’Ance: «Da anni ci battiamo per regolamentare la categoria»

Gli edili
Quasi la metà degli evasori totali scoperti nel 2011 dalla guardia di finanza lavorava nel settore edile. Una notizia che fa saltare sulla sedia Valter Ferrario. Il direttore dell’Ance di Como (Associazione Nazionale Costruttori Edili), dopo un primo momento di sorpresa, dà la sua spiegazione: «In Camera di Commercio sono registrate circa 6.000 imprese del settore. In Cassa Edile, dove s’iscrivono le imprese con almeno un dipendente a libro paga, contiamo circa 1.300 aziende. Deduco
quindi che circa 4.700 imprese, per esclusione, siano individuali. Detto questo, credo impossibile che le imprese iscritte in Cassa Edile siano completamente sconosciute al fisco. Hanno obbligatoriamente posizioni Inps e Inail aperte. Quindi, sempre ragionando per esclusione, gli evasori totali potrebbero concentrarsi soprattutto tra le imprese individuali. È una deduzione, sia chiaro. Però credo che il dato sugli evasori totali nell’edilizia sia influenzato da questo “mare magnum” di imprese uninominali, difficile da sondare». Aziende che, spesso, nascono e muoiono in pochissimo tempo. «Da anni – conclude Valter Ferrario, direttore dell’Ance di Como – ci battiamo, insieme con le associazioni artigiane, per dare un minimo di regolamento alla categoria. Nessuna restrizione: vorremmo solamente che chi decide di aprire un’impresa edile dimostri di avere le minime conoscenze necessarie, anche solo in termini di sicurezza. È un mestiere pericoloso, dove si lavora a grandi altezze e si maneggiano materiali pesanti».

Andrea Bambace

Nella foto:
Valter Ferrario

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