«Ancora 2 anni di lavori? Ipotesi verosimile»

Gli altri fronti aperti
Da adesso alla fine dell’intervento il Comune dovrà sborsare ancora oltre 9 milioni
Non soltanto di panconi si è discusso lunedì sera in consiglio comunale. I tecnici comunali hanno infatti risposto a una lunga serie di domande poste dai consiglieri comunali nella seduta del 19 settembre. Uno dei capitoli più importanti sui quali si attendevano novità era ovviamente quello relativo alla tempistica del cantiere per le paratie. E le notizie, ancora una volta, non hanno riservato notizie positive.
«L’ipotesi di altri 2 anni di lavori è verosimile – ha ribadito il dirigente

comunale e responsabile del procedimento delle paratie, Antonio Ferro – Per quanto riguarda i costi, il budget generale è di 3,5 milioni». Una cifra, questa, sulla quale Ferro non si è dilungato ma che dovrebbe coprire la terza perizia di variante, quella per la sistemazione finale della passeggiata. Da sottolineare, però, che le previsioni più ottimistiche indicano in non più di 2 milioni la somma necessaria per l’ultima correzione in corsa del progetto.
Ad ogni modo, Palazzo Cernezzi ha fatto i conti su quanto dovrà ancora sborsare a favore di Sacaim.
La cifra supera di poco i 9 milioni di euro, cifra che comprende i pagamenti previsti espressamente dal contratto stipulato dall’azienda con il Comune di Como e anche le perizie di variante.
Ancora in sospeso, invece, il conto delle cosiddette riserve proposte all’amministrazione dalla Sacaim. Si tratta della richiesta dell’azienda al Comune di una sorta di risarcimento per 5 milioni di euro. Una rivendicazione legata alle infinite traversie vissute dai privati sul cantiere del 2008 a oggi, ora tradotte in una quantificazione economica del danno (teoricamente) subito. I consiglieri comunali avevano chiesto le relazioni prodotte da Sacaim per poter studiare nel dettaglio le richieste dell’azienda. Da Ferro, però, è arrivato un no secco. «La legge stessa prevede che finché la commissione che valuterà la situazione non si sarà riunita, quelle relazioni non possano essere divulgate – ha affermato il dirigente di Palazzo Cernezzi – Inoltre, in questa fase è in corso l’iter per valutare l’eventuale manifesta infondatezza delle richieste di Sacaim».
Per quanto riguarda i rapporti con l’azienda veneziana – per la quale da agosto è stata avviata l’amministrazione straordinaria – Ferro è stato ottimista: «Finora non abbiamo nemmeno mai preso in considerazione la possibilità che l’impresa lasciasse il cantiere di Como».
Ultimo aspetto: la durata della passeggiata Zambrotta. «Per ora l’allestimento è previsto fino al 31 ottobre, salvo nuove valutazioni».

Emanuele Caso

Nella foto:
Non è ancora noto il futuro del lungolago Zambrotta dopo il 31 ottobre prossimo

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