Landriscina: «Como torni a essere protagonista». Il candidato rilancia la centralità del capoluogo

Una veduta di Palazzo Cernezzi

Un territorio che deve tornare a essere unito e forte sotto la guida del capoluogo. Una città, quella di Como, «che deve riappropriarsi della sua posizione di centralità, anche a livello regionale, e rivendicare la sua antica importanza, forse troppo a lungo trascurata». A rilanciare questa visione di Como è stato, ieri mattina, il candidato del centrodestra Mario Landriscina durante un incontro pubblico organizzato da Fratelli d’Italia.

Un convegno voluto per discutere dei temi portanti della campagna elettorale e per sottolineare l’appoggio di Fratelli d’Italia e di Fucina Liberale (oltre al sostegno anche della Lega Nord) al candidato Landriscina. Tanti gli interventi da parte di politici che già in passato hanno più volte occupato i banchi di Palazzo Cernezzi e non solo. «In effetti lungo il lago – ha detto il consigliere regionale di Argegno Francesco Dotti (Fratelli d’Italia) – non si vede più Como come il faro a cui guardare per capire come muoversi».

Politici compatti nel voler “riconquistare”il Comune di Como e ansiosi di ascoltare il candidato sindaco. «Sono felice nel vedere un centrodestra che si è ritrovato e si sta sempre più ricompattando – ha esordito Landriscina – La politica deve riprendere il suo posto e ci si deve aggregare per poter lavorare al meglio. Non pensavo infatti di utilizzare solo la mia lista civica, costituita da tante persone comuni. Unione e sinergia per vincere». E visto che «di progetti ne abbiamo tanti e di spunti validi ne abbiamo raccolti altrettanti dialogando con la gente e girando per la città, ora più che mai è necessario mettere in essere un vero contagio delle idee. Perché da soli non si va da nessuna parte».

Tanti i temi solo accennati, ma che saranno veri cardini del programma elettorale. «Concretezza nel saper gestire problemi come le buche nella strade e i conti ben più complessi di una macchina complicata quale è il Comune. Necessaria una visione urbanistica ampia. Emergenziale combattere poi le tante chiusure di negozi (i dati forniti da Isabella Ricci tra i relatori della mattinata parlano di 3.000 chiusure tra il 2012 e il 2915). La città dovrà tornare al centro del territorio. Como deve essere ambiziosa». Temi forti condivisi, tra i tanti presenti anche da Marco Butti (consigliere di Fratelli d’Italia). «Sarà decisivo inoltre ripensare interi settori della macchina comunale come quello dei lavori pubblici e dell’edilizia pubblica. E ripensare la città visto che gli unici progetti conclusi dalla giunta Lucini sono stati quelli di tenere fuori le auto dal centro e le orribili panchine in viale Geno».

Tanti i volti noti, tra questi Alessio Butti e Stefano Molinari, che ha rilanciato alcuni temi legati alla città e allo sport. «Indecente non ristrutturare il palazzetto di Muggiò o intervenire in maniera drastica sulla piscina di Muggiò – ha detto Molinari – Inoltre a pochi chilometri da Como c’è la storica struttura del Palasampietro di Casnate. Bisognerebbe cercare di trasformarla nel palazzetto dello sport di Como, dialogando con il sindaco del paese».

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