Landriscina: «Pronti a dare una mano. Ma si facciano avanti persone e gruppi seri»

Mario Landriscina

Il sindaco di Como si dice «pronto» a fare la sua parte. Ma non a tutti i costi. «La città non deve disperdere il suo patrimonio sportivo né può rimanere indifferente al pericolo che un pezzo di storia sia cancellato con un tratto di penna – dice Mario Landriscina – Tuttavia, prima di intervenire voglio avere garanzie. Guardare in faccia gli interlocutori. Verificarne solidità e credibilità».

Chiamato in causa direttamente dal presidente della Federcalcio – «Ora tutto è nelle mani del sindaco», ha detto Carlo Tavecchio – Landriscina risponde positivamente. Ma richiama tutti alla necessità di «non giocare con le istituzioni». Il ragionamento del primo cittadino è molto lineare. «Faremo ogni cosa possibile affinché Como possa continuare ad avere la squadra di calcio – dice il sindaco – ma ogni passaggio dovrà essere vagliato con attenzione. Se penso al cosiddetto “Lodo Petrucci”, ad esempio, è chiaro che non saranno prese in considerazione proposte che non abbiano i requisiti fondamentali: solidità economico-finanziaria, linearità del piano industriale, affidabilità dei proponenti».

Insomma, da Palazzo Cernezzi non arriverà un sì a qualunque costo. Semmai il contrario. «Faccio un secondo esempio – insiste Landriscina – L’affitto dello stadio. È un problema molto serio. Non potremo certamente chiedere a una squadra non professionistica lo stesso canone degli anni precedenti, ma nemmeno “regalare” il campo. E anche i lavori di manutenzione si dovranno concordare, a partire da quelli che appaiono come urgenti e non più rinviabili. Per questo, lo ribadisco, servono persone e progetti davvero seri e credibili».

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