Cronaca

«Angelo ha sempre avuto una marcia in più»

altIl cardinale Scola, tra i favoriti alla successione di Benedetto XVI, raccontato dai cugini

«In famiglia ci sono tre “Angeli”, tre cugini. Tutti in onore di nonna Angela. Sa, ai nostri tempi la tradizione del nome contava ancora, non come adesso». Uno degli “Angeli” in questione è il cardinale Scola, che i bookmaker danno favorito come successore di papa Benedetto XVI. Un altro degli “Angeli” è appena uscito in bicicletta dalla sua abitazione di Malgrate, a pochi metri dalla corte nella quale è nato e cresciuto l’attuale

arcivescovo di Milano.
Di cognome fa Colombo. «Siamo primi cugini da parte di mamma – spiega Angelo – La mamma del cardinale era Colombo ed era sorella di mio papà. Frequentavamo spesso la casa della zia. Mio cugino è sempre stato un ragazzo vivace, molto bravo, avanti negli studi. Ricordo che sua mamma era preoccupata perché era sempre via da casa. Si chiedeva quando avrebbe potuto vederlo, se stesse bene, se sarebbe riuscito negli studi. Insomma, le preoccupazioni delle mamme. Poi è diventato un grande orgoglio per tutti».
«In queste ore mi hanno chiamato anche dall’America per le foto di mio cugino – dice ancora Angelo Colombo – Le previsioni dicono che sia tra i papabili, ma ora aspettiamo di vedere come va. È sempre stato un ragazzo intelligente, ha girato il mondo. Ora però, se davvero fosse eletto, si prenderebbe proprio una grande responsabilità. Preghiamo e speriamo, ma credo che non dormirà nemmeno più la notte per tutti i pensieri che avrà».
Nella corte nella quale è cresciuto Angelo Scola – al civico 6 di via Sant’Antonino – oggi vivono altre famiglie che non hanno alcun legame di parentela con il cardinale. «I miei zii hanno sempre abitato lì ma in affitto – ricorda Colombo – Quando sono morti l’abitazione è passata ad altri».
A poca distanza, nel condominio di Angelo, c’è un altro cugino, Giuseppe, sempre Colombo, sempre parente da parte di mamma, «la zia Regina», madre del cardinale. «Abitavamo vicini e spesso eravamo a casa loro, anche per un aiuto con i compiti – dice Giuseppe – Siamo rimasti sempre molto legati ad Angelo e alla sua famiglia. Abbiamo seguito tutto il suo percorso, dalla prima messa in poi, fino alla nomina a Milano».
«Angelo ha sempre avuto una marcia in più – continua il cugino – Il paese gli è subito andato stretto. Ha sempre mantenuto un profondo legame con la terra d’origine, ma fin da ragazzo è andato fuori paese per gli studi, per le attività con la gioventù studentesca, per l’università. Chissà, speriamo che ora possa davvero essere il nuovo Papa».
I due cugini si sono incontrati l’ultima volta il primo gennaio scorso. «Sono andato a Milano, in arcivescovado per il tradizionale incontro del cardinale con le bande – ricorda Giuseppe Colombo – È stata un’occasione per un saluto, per quanto veloce. Lui è sempre molto occupato. Finché è stato a Venezia veniva più spesso a Malgrate, anche per celebrare la cresima ad esempio. Da quando è a Milano gli impegni sono ulteriormente aumentati e ha avuto meno tempo per tornare in paese».
Il lariano Angelo Scola sarà il prossimo Papa? «Ci speriamo davvero, sarebbe un grandissimo onore – conclude Giuseppe – Che dire, le possibilità ci sono, ma fare previsioni è comunque difficile».

Anna Campaniello

Nella foto:
Un giovane Angelo Scola, oggi arcivescovo di Milano, durante un incontro con papa Giovanni Paolo II
12 marzo 2013

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