«Antiriciclaggio, scarsa formazione per i dipendenti di banche e Poste»

La denuncia di Fiba e Slp Cisl

(m.d.) Aumentano anche in riva al Lario le segnalazioni di operazioni sospette in materia di riciclaggio di denaro sporco effettuate all’autorità giudiziaria da banche e uffici postali. Ma i dipendenti degli istituti di credito e delle Poste rischiano pesanti sanzioni amministrative se non assolvono correttamente gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio. E le cifre in gioco sono elevatissime, con multe che arrivano addirittura a 9 milioni di euro. È la denuncia dei sindacati dei bancari

(Fiba) e dei dipendenti delle Poste (Slp) della Cisl.
«Spetta ai lavoratori delle banche e delle Poste segnalare alla propria azienda tutte le posizioni irregolari e anomale riscontrate nei movimenti finanziari della clientela – spiega Mario Capocci, responsabile nazionale dei quadri direttivi della Fiba Cisl, ospite ieri nella sede cittadina della Cisl dei Laghi assieme ai rappresentanti del sindacato delle Poste – Spesso, però, i corsi di formazione che le stesse aziende fanno ai lavoratori non sono sufficienti per approfondire le norme e conoscere gli strumenti a disposizione per effettuare le giuste segnalazioni ed evitare il rischio di multe salatissime».
Infatti, se un dipendente, in perfetta buona fede, viene meno a questo obbligo è soggetto a una sanzione che può arrivare fino al 40% della movimentazione finanziaria totale del cliente finito sotto i riflettori dell’autorità giudiziaria. «Si tratta di sanzioni che possono ammontare a diverse centinaia di migliaia di euro – precisa Capocci – Mi è capitato il caso di una multa di ben 9 milioni di euro. Fermo restando il fatto che la normativa antiriciclaggio è importantissima per contrastare la criminalità organizzata e il terrorismo, occorre garantire ai lavoratori una maggiore formazione e tutela. Per questo la Cisl ha da tempo promosso sessioni di approfondimento in tutta Italia».

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