L’antropologo Marc Augé protagonista a Lugano
Cultura e spettacoli

L’antropologo Marc Augé protagonista a Lugano

Appuntamento con uno degli interpreti più critici e profondi del nostro tempo, l’antropologo Marc Augè, domani per la rassegna di incontri “Visioni in Dialogo” a Lugano. Ospite per parlare sul tema   “Metamorfosi”nella sala conferenze Studio 2 della Radio della Svizzera Italiana a Lugano Besso dalle 18.30 alle 20.30 Augè  terrà la conferenza  «Tra metamorfosi delle culture e identità, quali mezzi concepire per costruire il nostro futuro?». L’incontro sarà  aperto al pubblico.

Augè è tra i pensatori più significativi dell’antropologia contemporanea. È  stato direttore dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) a Parigi di cui ha assunto anche la presidenza succedendo a Fernand Braudel e Jacques Legoff, e vi ha fondato il Centre d’anthropologie des mondes contemporains. Le sue ricerche lo hanno portato più volte in Africa e in America del Sud, per poi focalizzarsi sullo studio dei differenti aspetti della vita quotidiana delle nostre società. È noto per aver introdotto il neologismo “non luogo” (1992), per indicare quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici. Teorico della “sur-modernità”, è sempre stata al centro delle sue indagini la questione dell’altro individuo, l’altra società, l’altra cultura, l’altro geografico, interrogandosi al contempo sulle nostre paure, le nuove forme di disuguaglianza e di mobilità e sul nostro avvenire comune.

È l’autore di una quarantina di opere di grande autorevolezza, quasi tutti tradotti in diverse lingue compreso l’italiano, tra cui Non-lieux, Une ethnologie de soi, L’Avenir des Terriens. Le sens des autres, Fictions fin de siècle, Fin de la préhistoire de l’humanité comme société planétaire. I suoi contributi per la comprensione della globalizzazione e della modernità costituiscono la base di molte ricerche applicate in tutto il mondo.

L’iniziativa vede tra i promotori l’associazione “NEL-Fare arte nel nostro tempo” inserita in una rete di collaborazioni con istituzioni e associazioni culturali, prima di tutte il MASI, il Museo d’Arte della Svizzera Italiana, e l’Università della Svizzera Italiana.

 

19 Novembre 2018

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