Lanzo Intelvi-Valsolda, accordo per far ripartire la funicolare

Una immagine d'epoca della funicolare

È rimasta ferma per quasi quarant’anni ma forse ripartirà, la funicolare Santa Margherita di Valsolda – Belvedere di Lanzo d’Intelvi per la cui riattivazione si batte da anni un apposito comitato.
Sarà promosso un accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Como, Comuni di Lanzo (in futuro Alta Valle Intelvi) e Valsolda e Autorità di Bacino del Ceresio a cui successivamente potranno associarsi soggetti economici privati come Asf e Navigazione Lago Ceresio, che hanno già manifestato il loro interesse.
Questo lo strumento amministrativo individuato per iniziare il percorso di ripristino della storica funicolare che prese servizio nel 1907.
La decisione è stata presa l’altroieri al tavolo appositamente convocato dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Sorte presso la sede di Regione Lombardia. All’incontro hanno partecipato il presidente del Comitato Promotore, il fisico dell’Università di Pavia Adalberto Piazzoli, con il segretario Giancarlo Casartelli, il sindaco di Valsolda nonché presidente dell’Autorità di Bacino Giuseppe Farina, il sindaco di Ramponio Verna Mario Colombo in rappresentanza del sindaco di Lanzo assente per malattia, il consigliere delegato ai trasporti della Provincia di Como Ferruccio Cotta, il sottosegretario di Regione Lombardia Alessandro Fermi e il consigliere regionale Francesco Dotti.
«Esprimo grande soddisfazione – ha dichiarato Dotti – per il passaggio compiuto è indispensabile ad avviare concretamente il percorso di finanziamento dell’opera. Mi auguro che entro il 2017 si possa completare la fase di studio e di progettazione esecutiva e nel 2018 si inizino i lavori».
Una richiesta formale ai sensi dell’art. 6 della Legge Regionale 2 del 2003 sarà indirizzata nei prossimi giorni al presidente della Regione Roberto Maroni. Entro 60 giorni una delibera della giunta del Pirellone sancirà l’adesione dell’ente e si potrà dare il via all’operazione che potrà essere finanziata a fondo perduto fino al 70% dalla Regione. Il resto – 2,7 milioni sui 9 necessari – potrebbe essere ottenuto in parte tramite il progetto Interreg e in parte raccolto sul mercato e rimborsato nel tempo con i proventi della gestione.

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