L’appello di Magatti: «Svuotate il sacco». Troppi rifiuti riciclabili vengono buttati

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In primavera il prossimo rifornimento di contenitori. Sanzioni in arrivo
“Comaschi, svuotate il sacco». Sei mesi dopo l’avvio della rivoluzione dei rifiuti, l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi, Bruno Magatti, si affida a uno slogan – il copyright è suo – per invitare i cittadini del capoluogo a fare ancora di più per la raccolta differenziata. «La quota della differenziata è salita dal 35 al 65% ed è un ottimo risultato – dice l’esponente della giunta – ma c’è ancora molta strada da fare e dobbiamo ridurre ulteriormente l’indifferenziato”. Nel mese di gennaio del 2014, in città venivano raccolte ogni mese circa 2mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, il classico sacco nero destinato al forno inceneritore.

Nell’agosto scorso, terzo mese del nuovo sistema di raccolta (partito il 3 giugno), il dato dei rifiuti indifferenziati era sceso a 822 tonnellate, salite poi a 860 a settembre e a quota 958 a ottobre. «La percentuale di rifiuti destinati a essere riciclati è rimasta attorno al 65% – dice Magatti – ma c’è il rischio che, dopo la fase di massima attenzione iniziale, la quantità di pattume che finisce al forno inceneritore torni ad aumentare. Dobbiamo assolutamente evitarlo».
L’obiettivo del Comune è esattamente l’opposto. «La raccolta indifferenziata può e deve calare ancora in modo significativo – sottolinea l’assessore – Ci sono città in cui la quota destinata al riciclo supera l’80%. Il nostro obiettivo è di puntare più in alto rispetto al 65% raggiunto attualmente. Per questo, ovviamente, serve la collaborazione di tutti». Da qui l’invito a «svuotare il sacco».
«Dal sacco dell’indifferenziata si può ancora togliere molto – spiega Magatti – In molti casi, se hanno qualche dubbio i cittadini buttano i rifiuti nell’ex sacco nero. Bisogna invece fare il possibile perché i materiali riciclabili non finiscano nell’inceneritore. Faccio un esempio concreto, i bicchieri o i piatti di plastica usati, anche se sono sporchi, usati appunto, devono essere gettati nel sacco giallo. Lo stesso dicasi per il cartone della pizza, che è destinato al contenitore per la carta e il cartone, naturalmente senza resti di cibo. Non è necessario lavare i contenitori di plastica e di vetro prima di depositarli negli appositi bidoni. Ciò che bisogna evitare è buttare materiale riciclabile, ad esempio la carta, racchiuso in un contenitore diverso, per esempio un sacchetto di plastica. Meglio, piuttosto, rovesciare nel bidone condominiale la carta senza alcun contenitore».
Capitolo rifiuti organici. «Nell’ultimo mese, i rifiuti biodegradabili raccolti nelle cucine e nelle mense sono stati pari a 711 tonnellate – dice Magatti – Per quanto riguarda la componente organica, c’è da affrontare anche il grande tema degli sprechi alimentari. Sono convinto che vi siano realtà in cui si butta tanto, troppo. Sul comparto delle utenze pubbliche possiamo e dobbiamo intervenire e stiamo pensando, per esempio, a un’ipotesi di recupero del fresco nelle mense scolastiche, in accordo con il Banco Alimentare».
I SACCHI
La nuova fornitura di sacchi per tutti i cittadini è prevista tra marzo e aprile. «Il rifornimento sarà gratuito e avverrà la primavera prossima – conferma Magatti – Chi avesse necessità di altri contenitori prima di questa consegna può rivolgersi ad Aprica e acquistare i sacchi. In questo caso il costo è a carico dell’utente. È possibile anche comprare direttamente in una qualsiasi rivendita i sacchi, purché siano idonei a quanto previsto per la raccolta differenziata».
LE SANZIONI
A sei mesi dall’introduzione del nuovo sistema di raccolta, il rodaggio può considerarsi archiviato e il Comune è pronto a procedere con le sanzioni per chi non rispetta le regole. «In accordo con la polizia locale, stiamo lavorando per riorganizzare l’attività di controllo e repressione – dice Magatti – Finora c’erano due agenti dedicati al settore ambiente, ora faremo in modo che tutti i vigili siano preparati e formati in modo da poter intervenire in caso di problemi legati all’abbandono di rifiuti o al mancato rispetto delle regole. La piaga degli abbandoni è ancora purtroppo diffusa, soprattutto in alcuni punti della città. Su questo dobbiamo trovare le modalità per essere più incisivi».

 

Anna Campaniello

 

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