L’appello: «Servono maggiore liquidità e meno burocrazia»

Mario Draghi

La Commissione europea avrebbe rivisto al rialzo la crescita del Pil italiano. I dati ufficiali per la primavera verranno diffusi soltanto oggi, ma nella giornata di ieri sono già trapelate alcune positive indiscrezioni. Rispetto al 3,4% indicato a febbraio, la stima è attorno al 4%.

Una revisione che incorpora naturalmente gli effetti positivi del Recovery Plan oltre che del piano americano per la ripresa in Europa. Rimane elevato il debito: secondo la stima effettuata ieri dal quotidiano “La Repubblica” resterà tra il 156 e il 160% del Pil. Per parlare di una decrescita si dovrà attendere il 2022. L’Italia rimane insomma molto lontana dai parametri di Maastricht che impongono un rapporto tra debito pubblico loro e prodotto interno lordo non superiore al 60%, ma le previsioni di crescita dopo oltre un anno di drammatica crisi sono un viatico per il futuro.

Per le imprese si apre una nuova partita che necessita però del sostegno da parte delle istituzioni, in particolare in materia di credito e liquidità. Per questo motivo l’Abi (Associazione bancaria italiana), con Cna, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Coldiretti, Confedilizia, Confesercenti, Confindustria e altre sigle hanno inviato ieri una lettera al presidente del Consiglio, Mario Draghi e a tutte le istituzioni italiane, rilanciata anche a livello territoriale. Le rappresentanze delle imprese ritengono importante che il Decreto legge in corso di definizione da parte del governo contenga «misure di semplice applicazione, che siano effettivamente efficaci e immediatamente operative, senza prevedere l’emanazione di una regolamentazione secondaria per la piena operatività».

Meno burocrazia, quindi e per la liquidità delle imprese viene chiesta «una proroga delle cosiddette moratorie e che queste possano esplicare i loro effetti senza soluzione di continuità con le moratorie in essere», scrivono.
Dal lato dei finanziamenti garantiti, la prosecuzione della crisi, di particolare profondità soprattutto in alcuni settori economici «rende ineludibile una proroga delle misure del Decreto Liquidità in coerenza con la proroga dal Temporary Framework» ovvero il quadro temporaneo degli aiuti di Stato, che innalza i massimali di erogazione per le imprese.
«È essenziale, per scongiurare il rischio che le imprese vadano in difficoltà – scrivono ancora – che la durata dei finanziamenti garantiti venga significativamente prolungata mantenendo invariato il grado di copertura della garanzia pubblica. La durata va portata ad almeno 10 anni, ma va considerato che vi sono settori particolarmente colpiti che hanno urgente necessità di interventi più incisivi, anche modificando le regole del Temporary Framework» quantomeno fino alla fine di quest’anno difficile.
«Si deve scongiurare il rischio che le imprese già in forte difficoltà imbocchino vie senza ritorno – dice Roberto Galli, presidente di Confartigianato Imprese Como – Occorre equiparare le condizioni di accesso alla “Garanzia Italia” a quelle previste per il Fondo di garanzia Pmi».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.