Cronaca

L’archivio del Sant’Anna spostato anche a Lacchiarella

altLe cartelle cliniche della discordia
Quasi 20mila scatoloni in un capannone a Lacchiarella, nel Milanese, e 15mila all’interporto di Parma, per un totale nelle due sedi di oltre 3 milioni di cartelle cliniche. L’archivio dell’ex ospedale psichiatrico San Martino è soltanto una minima parte della vastissima mole di documenti che l’azienda ospedaliera di Como ha affidato e continua ad affidare alla società specializzata “Italarchivi”.
L’azienda ospedaliera ha scelto di dare a una ditta esterna il servizio di archivio della documentazione sanitaria. «La società “Italarchivi” si occupa della conservazione e gestione di tutti i documenti relativi a ricoveri ordinari, day-hospital e prestazioni ambulatoriali, oltre che degli atti amministrativi – dice Eduardo Severino, dirigente medico del Sant’Anna – Nell’ambito di questa attività, il gruppo si è fatto carico anche dei documenti del San Martino. Da qualche tempo, inoltre, la “Italarchivi” gestisce anche il materiale del presidio di Cantù».

La mole di materiale è vastissima. Per ciascun ricovero, la cartella clinica viene conservata per 6 mesi in ospedale, poi viene spostata nell’archivio.
«Al termine di un ricovero si aspetta che sia completata la documentazione sanitaria, con tutti i referti del caso, poi il materiale viene consegnato a “Italarchivi”, che lo prende in carico – dice Severino – La cartella resta 6 mesi nel presidio del Sant’Anna, a San Fermo, in un locale apposito al piano -2, poi viene trasferita nel deposito della società. Dopo 10 anni, passa nel cosiddetto “archivio morto” nel quale viene conservato il materiale con rarissime richieste di accesso e consultazione». Le cartelle del Sant’Anna relative al periodo dal 2000 in poi sono conservate nel magazzino di Lacchiarella, quelle precedenti, compreso il materiale del San Martino, sono a Parma.
«Attualmente abbiamo 18.859 contenitori di materiale del Sant’Anna nella sede di Lacchiarella – dice il referente della società “Italarchivi”, Andrea Montella – Nella sede di Parma invece abbiamo 14.620 “scatoloni”. Di questi, 1.254 contengono la documentazione dell’ex opp. In ogni contenitore sono conservate in media dalle 80 alle 120 cartelle. Scaduti i primi 10 anni, il materiale non passa da un magazzino all’altro. Al momento, l’organizzazione prevede la conservazione dei documenti fino al 2000 a Parma, mentre quelli relativi a un periodo successivo vengono sistemati a Lacchiarella».
La cartella clinica digitale, invece, non è realtà. «Sicuramente ci si sposta sempre più sul supporto digitale – conclude Severino – ma la normativa non ha sancito l’abbandono definitivo del cartaceo. Ci si arriverà, probabilmente, ma al momento l’archivio è soprattutto cartaceo, seppure naturalmente indicizzato e catalogato in modo informatizzato».
Il caso dell’archivio del San Martino trasferito da Como a Parma, sollevato dallo studioso lariano Gianfranco Giudice, continua intanto a far discutere. Sui social network si è scatenato un acceso dibattito che potrebbe sfociare anche in una mobilitazione pubblica.

Anna Campaniello

Nella foto:
Foto di repertorio con gli scatoloni dell’archivio del Sant’Anna accatastati a San Martino
17 gennaio 2013

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