Cultura e spettacoli

L’Archivio Parisi è inaccessibile

altArchivio Parisi, gli studiosi bussano ai musei di Como. Ma trovano chiuso. È accaduto di recente al team che lavora al catalogo Skira in quattro volumi dello scultore di Lomazzo Francesco Somaini, formato dalla figlia Luisa Somaini, dal critico Enrico Crispolti e da collaboratori. Non hanno potuto sinora consultare il fondo del grande architetto e designer Ico Parisi, di cui ricorrerà il centenario della nascita nel 2016. Hanno l’urgenza di chiudere – per schedare le opere dei collezionisti privati c’è tempo fino al 31 dicembre – un percorso di scavo che permetterà di uscire con i primi due volumi.

La collaborazione tra Parisi e Somaini è stata proficua, e servono accertamenti ulteriori.
Ma il mancato accesso complica la vita a chiunque studi arte, design, arredamento e architettura del ’900 (ambiti in cui il poliedrico Ico si espresse). Senza contare il pubblico, che può ammirare solo una piccola – per quanto significativa – parte del materiale in Pinacoteca. La causa? «Il Comune ha problemi nel reperire personale che possa garantire la sorveglianza durante la consultazione dell’archivio – spiega l’assessore alla Cultura di Como Luigi Cavadini, critico d’arte – Archivio che, va detto, non è ancora tutto catalogato. Mi sto impegnando per risolvere la situazione, ma non è semplice. Per una fase della catalogazione ci si era avvalsi di una collaborazione, ma l’ente pubblico ha sempre più difficoltà a dare incarichi esterni».
Il cammino è partito molti anni fa. Nel 2006 il fondo Parisi venne presentato con una mostra, un seminario (e con l’inaugurazione della nuova sala a lui dedicata a Palazzo Volpi). L’archiviazione dei documenti venne iniziata nel 1988 dallo stesso Ico e dalla moglie Luisa Parisi. Nel 1990, Parisi depositò alcuni lucidi e disegni nella Galleria Civica di Modena, allora diretta da Flaminio Gualdoni (oggi curatore della mostra “Ritratti di Città” a Villa Olmo). Nel maggio del 1995 l’Archivio venne trasferito nella Pinacoteca Civica di Como e all’inventario dei materiali lavorò lo stesso artista, fino alla morte. Si prevedeva di concludere entro il 2007 la schedatura di oltre 3mila oggetti. Obiettivo mancato.
Intanto l’atelier Lithos di via Venturino 18 a Como proporrà presto una serata omaggio a Ico Parisi, visto che ha realizzato Rebus, un libro d’arte litografica con testi del poeta Edoardo Sanguineti. Fu l’ultimo lavoro del grande artista lariano. Il libro uscì in tiratura numerata di 75 esemplari. Firmati dal solo scrittore genovese, perché Parisi, nel giorno in cui avrebbe dovuto autografarle, passò a miglior vita.

L.M.

Nella foto:
un celebre ritratto di Ico Parisi nel suo “Contenitore umano”.
9 Ott 2014

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