L’ARCIVESCOVO SCOMODO

di AGOSTINO CLERICI

Il lariano Scola a Milano
La notizia che circolava con insistenza da alcuni giorni ora è ufficiale: il cardinale Angelo Scola è il nuovo arcivescovo metropolita della diocesi di Milano. Dopo i mesi del “totovescovo” finalmente un volto prende il posto dei nomi e delle chiacchiere.
Ne sono stati fatti tanti e troppe, e anche ieri, dopo l’annuncio ufficiale, la eco dei luoghi comuni sulla nomina di Scola ha continuato a tenere banco. Per un certo riduzionismo politico che non vede altro che destra e sinistra, Scola

verrebbe a Milano a controbilanciare il nuovo sindaco Pisapia. Per un altrettanto meschino calcolo che spesso si fa nelle sagrestie, Scola è “ciellino” e porterebbe un terremoto nella Curia milanese e sullo scacchiere lombardo. Oppure, si dice anche che l’arrivo a Milano sarebbe una “rivincita” del suo allontanamento dal Seminario ambrosiano prima dell’ordinazione sacerdotale. Per un uomo di fede forte e schietta e di grande spessore teologico e filosofico, quali sono unanimemente riconosciuti al nuovo arcivescovo di Milano, queste etichettature e queste interpretazioni sono semplicemente ridicole e squalificano chi le fa. Ho letto discorsi e libri del cardinale Scola e ho avuto l’occasione di intervistarlo 4 anni fa a Como, prima di un suo intervento a “Parolario” insieme al filosofo Giovanni Reale, e ne ho sempre ricavato il piacere che si prova ad ascoltare un uomo culturalmente preparato e aperto, umanamente sensibile e arricchente. Credo che, non solo a Milano, si avverta il bisogno di allargare quei due polmoni che devono respirare insieme – la ragione e la fede – e nessuno meglio del cardinale Scola potrà aiutarci tutti a dispiegare queste due ali nei prossimi anni, che si preannunciano forieri di nuova progettualità. “Viviamo – mi disse Scola nel settembre 2007 – in una società che ha rimosso il futuro, e quindi non è più capace neanche di pensare la storia. È una sorta di società istantanea in cui non c’è spazio per la cura delle generazioni”. Credo che questa attenzione all’educare – che tanta parte ha avuto nelle precedenti esperienze pastorali – costituirà materia di primaria importanza per il cardinale Scola, in vista anche dell’incontro mondiale delle famiglie che si terrà nella metropoli lombarda nel giugno 2012. Sono sicuro che impareremo tutti ad apprezzarlo, anche quando sarà un arcivescovo scomodo.

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