L’area Ticosa torna al Comune di Como: via libera della giunta all’accordo con Multi

Il degrado dell'area Ticosa

L’area Ticosa torna a disposizione del Comune di Como. Ieri la giunta di Palazzo Cernezzi ha dato parere favorevole alla proposta transattiva che era stata avanzata da Multi all’inizio di quest’anno per trovare un’intesa, senza passare dalle aule dei Tribunali, sulla risoluzione del contratto con cui la multinazionale olandese nel 2006 si era impegnata a riqualificare l’area della ex tintostamperia, un progetto che si era poi arenato definitivamente nel 2010.

«Alla luce della proposta transattiva avanzata da Multi a inizio 2018 e dei pareri ottenuti dai legali – si legge nel comunicato diffuso ieri sera da Palazzo Cernezzi – la giunta ha espresso parere favorevole ad avviare il procedimento finalizzato all’accoglimento della proposta di transazione che dovrà passare all’esame e all’approvazione del consiglio comunale».

Via libera, dunque, ai passi necessari per far tornare l’area di via Grandi nelle mani del Comune. Vincendo la gara bandita da Palazzo Cernezzi nel 2006, infatti, Multi Development era entrata in possesso dell’area Ticosa impegnandosi a versare alle casse del Comune 15 milioni di euro e a riqualificare l’intero compendio con un progetto di ampio respiro che, come detto, si era poi bloccato nel 2010 quando la stessa Multi aveva comunicato la decisione di rescindere il contratto preliminare stipulato con Palazzo Cernezzi accusando l’amministrazione cittadina di «grave ritardo nell’adempimento degli obblighi previsti» e dando vita a un lungo contenzioso che si è trascinato fino ai giorni nostri.

Ora, la svolta, con l’intesa raggiunta tra Multi e Comune che porrà fine ai rapporti tra la società olandese e l’amministrazione cittadina, liberando di fatto l’area Ticosa da qualunque vincolo e restituendola alla piena disponibilità di Palazzo Cernezzi. I contenuti dell’accordo transattivo raggiunto tra Comune e Multi non sono stati per ora resi noti.

Resta inoltre da capire quale sarà il destino del compendio della ex Ticosa, quale cioè il nuovo progetto di sviluppo che verrà definito per questa area. Una spianata strategica per il futuro della città, ma sostanzialmente ferma al 1982, anno in cui il consiglio comunale approvò la delibera per l’acquisizione dell’area di via Grandi con l’accensione di un mutuo Ina di 7,235 miliardi di lire, pari a circa 13 milioni di euro attuali. Da allora, le uniche novità sono state la demolizione dei ruderi della Ticosa, iniziata nel gennaio del 2007, e l’avvio di una lunga e onerosa opera di bonifica del terreno dai veleni accumulati negli anni di attività della tintostamperia, che aprì i battenti nel 1872 per chiudere definitivamente nel 1980. Una bonifica cominciata nel 2012 ma non ancora conclusa e costata finora alle casse comunali 6 milioni di euro.

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