Cronaca

L’arena ritrovata. Eredità preziosa

altLo spazio all’aperto. Scelta strategica
Dopo l’abbattimento della torre scenica anche il lato Sud riaffiora nella sua antica bellezza

Dopo i lavori di restauro che avevano restituito alla città il Teatro Sociale in tutto il suo splendore, l’ultimo tassello da riqualificare, per festeggiare degnamente i 200 anni del più importante palco di Como, era quello dell’Arena di via Bellini. Al suo interno, la torre scenica si trova in condizioni fatiscenti da decenni e richiede un urgente intervento risolutivo; dopo una serie di valutazioni, in piena sintonia con la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano, rimane una sola

ipotesi: demolire la struttura, ormai priva della gradinata che nel 1939 aveva diviso il teatro dall’Arena. Arkham Project, incaricata del progetto dalla Società dei Palchettisti, proprietaria della struttura, inizia gli interventi nell’estate del 2010. Dopo tre anni di lavori, in cui tutto procede senza grossi intoppi, anche il lato Sud del Teatro Sociale riaffiora finalmente in tutta la sua antica bellezza: la facciata, progettata dall’architetto Luigi Canonica, riacquista integralmente le sue origini. Il 28 giugno di quest’anno, dopo oltre mezzo secolo di inattività la rinata Arena viene finalmente restituita alla grande musica. Per festeggiare il bicentenario del teatro di piazza Verdi, l’Arena riapre i battenti ospitando una straordinaria rappresentazione corale dei Carmina Burana di Carl Orff.
Un trionfo di bellezza che appaga l’udito, la vista e soprattutto la tenacia di chi per anni ha lavorato al restauro di questo splendido palco aperto e di tutti coloro che per mesi si sono dedicati con spirito contagioso alla messa in scena di un’opera così maestosa. Da anni, probabilmente da decenni, non si respirava in città un’aria di festa così partecipata, a tratti persino commovente. Il clima di coinvolgimento è palpabile e vedere un luogo che fino a pochi mesi prima era stato solo un freddo parcheggio tornare ad offrirsi per ciò per cui era nato ha decisamente i contorni della fiaba. Un favola che si rinnova per tutto il mese di luglio, quando l’Arena, dopo il Festival Como Città della Musica, ospita anche la prima edizione del Como Lake Film Festival, una rassegna dedicata al cinema di paesaggio che sancisce il ritorno definitivo di questo luogo all’arte. Almeno in estate. Infatti, già dallo scorso ottobre, l’Arena spalanca nuovamente i suoi cancelli alle auto con un sistema completamente automatizzato grazie a un investimento della Società dei Palchettisti. Insomma, l’antico travaglio di questo spazio, nato sulle ceneri del Castello della Torre Rotonda, non si è ancora concluso. Sono stati fatti passi da gigante, che certamente garantiscono a Como di avere acquisito per i mesi estivi una nobile location capace di adattarsi a mille esigenze, non ultima quella di potere ospitare spettacoli a pagamento fino a 3mila persone. La sfida per i prossimi anni, che non potrà non coinvolgere tutta la città, sarà quella di rendere l’Arena un palco senza stagioni. La casa all’aperto di tutti coloro, e sono tanti, che non hanno mai smesso di credere che la cultura dia da mangiare.

Nella foto:
COM’ERA UNA VOLTA
Veduta dell’Arena del Teatro Sociale allestita con un palcoscenico addossato alla facciata meridionale. Siamo negli anni Trenta, periodo in cui lo spazio all’aperto è anche dotato di un’apposita cabina cinematografica (la foto è dell’Archivio del Sociale)
30 Novembre 2013

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dicembre: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto